Pistoia: prima stazione consistente dove si ferma più
a lungo il treno. 5 binari, gente brutta come dovunque, almeno la
parte della biglietteria ha una tettoia sicura e consistente. E'
impressionante, gli zingari sono dovunque.
Anni e anni di treno per Firenze gli spazi tra una
stazione e l'altra sono stucchevoli: immense distese verdi di vivai,
campi coltivati o meno.
Montale: per quello è che è la città, i passeggeri
che salgono sono anche troppi.
Accanto ecco il famoso sottopassaggio enorme dove
auto e tir passano tranquilli: non mi capacito come l'anno scorso fu
completamente sommerso dall'acqua.
Intanto uno accanto a me urla al telefono.
Prato Porta al Serraglio: davanti c'è
quell'edificio che dopo anni non ho ancora capito cosa sia. Forse il
distaccamento di una sede universitaria?
Sta di fatto che è la stazione più carina, o almeno
quella che ha la migliore visuale.
Prato Centrale: Quasi al buio, il pieno di gente. Sui
treni di punta qua c'è il rischio di non trovare posto. Da qui in
poi ecco la montagna, la fornace/cantiere in ristrutturazione.
Passa Calenzano, la stazione fantasma, ancor più
malinconica di "Il Neto" e "Zambra".
Il treno rallenta: ecco la palla della Richard
Ginori, ecco i palazzi, ecco le bandiere della Fiorentina, ecco Sesto
Fiorentino con i capannoni grigi accanto e i panni stesi degli
appartamenti.
Il treno d'ora in poi non viaggia neanche più.
E' con una spinta che si arriva in due balletti a
Rifredi, la stazione universitaria.
"Sono povero con tre fratello, senza casa e..."
E UNA SEGA! Ma l'accattonaggio non è vietato?
Officina Farmaceutica di Santa Maria Novella e siamo
a Rifredi. Mistero non compreso.
Dopo è un'unica camminata verso Santa Maria Nutella,
la stazione più dolce. Appena spariscono le fabbriche, una cupola
rossiccia e un campanile spuntano in lontanaza.
Prima di gustarli in pieno però il treno deve fare
altre 2-3 fermate per far passare sia il Frecciarossa che Italo e,
dato che c'è, anche un omino a piedi.
Alcuni murales sono anche carini, altri sono di
troppo e fanno oggettivamente schifo.
Ecco i tredicimila scambi di binari, ecco il
capolinea. 14 binari, ottocento persone, panchine vecchie...
Scendo.
lunedì 22 dicembre 2014
Recensione su "Le origini del male"
Si può partire anche dal titolo. Cosa c'entra? Boh, mi pare nulla. Vabbene che fondamentalmente il titolo in moltissimi film non vuole mai dire niente, ma spesso è una domanda che uno si pone quella del motivo del titolo.
Trama? Forse innovativa con questo clima anni 70, ma mi pare che nel cinema del XXI secolo si badi solo a mettere esorcismi su esorcismi, possessioni su possessioni, come se il tempo si fosse fermato al 1973 con "L'Esorcista" l'unico, quello vero, quello serio, o forse semplicemente il primo della categoria e quindi fantastico per questo.
La categoria è HORROR/PAURA/ORRORE; insomma ci deve essere qualcosa di terrorizzante.
Bene, che nel 2014 per fare paura a un branco di adolescenti si debba solo e ripetutamente far prendere degli spaventi agli spettatori, fermando la cinepresa sull'indemoniata di turno che azzanna uno dei protagonisti, mi pare ridicolo.
Non c'è l'atmosfera di terrore, non c'è l'inquietudine: c'è solo un professore che ha (o sembra di avere) per tutto il film la situazione in pugno e con esperimenti ripetuti cerca di salvare una ragazza impossessata (ma dai?!!?!).
Gli aiutanti di questo professore sono due dei protagonisti ( o comunque degli attori principali) più inutili e senza mordente di tutti i film che io abbia mai visto.
Dato che si era fortunatamente risparmiato sul sangue (evitando così quelle scene splatter con 800 scatole di pomodoro) perchè non spendere due soldini in più sugli attori o sulla trama?
Aggiungo che il vero protagonista si innnamora della schizofrenica indemoniata e tenta di salvarla: se volete confondere le storie d'amore con l'horror o fate film per tutti la domenica pomeriggio su Italia Uno, oppure vi guardate le serie tv americane.
Ah già, il film è tratto da una storia vera, tanto per cambiare...
Trama? Forse innovativa con questo clima anni 70, ma mi pare che nel cinema del XXI secolo si badi solo a mettere esorcismi su esorcismi, possessioni su possessioni, come se il tempo si fosse fermato al 1973 con "L'Esorcista" l'unico, quello vero, quello serio, o forse semplicemente il primo della categoria e quindi fantastico per questo.
La categoria è HORROR/PAURA/ORRORE; insomma ci deve essere qualcosa di terrorizzante.
Bene, che nel 2014 per fare paura a un branco di adolescenti si debba solo e ripetutamente far prendere degli spaventi agli spettatori, fermando la cinepresa sull'indemoniata di turno che azzanna uno dei protagonisti, mi pare ridicolo.
Non c'è l'atmosfera di terrore, non c'è l'inquietudine: c'è solo un professore che ha (o sembra di avere) per tutto il film la situazione in pugno e con esperimenti ripetuti cerca di salvare una ragazza impossessata (ma dai?!!?!).
Gli aiutanti di questo professore sono due dei protagonisti ( o comunque degli attori principali) più inutili e senza mordente di tutti i film che io abbia mai visto.
Dato che si era fortunatamente risparmiato sul sangue (evitando così quelle scene splatter con 800 scatole di pomodoro) perchè non spendere due soldini in più sugli attori o sulla trama?
Aggiungo che il vero protagonista si innnamora della schizofrenica indemoniata e tenta di salvarla: se volete confondere le storie d'amore con l'horror o fate film per tutti la domenica pomeriggio su Italia Uno, oppure vi guardate le serie tv americane.
Ah già, il film è tratto da una storia vera, tanto per cambiare...
Le donne lo sanno...di rompere le scatole
"Se mai ci dovrà essere una ragazza che mi prevarica il Milan, deve essere una veramente speciale" (M.Mori)
Ok,
spiegatemi come lo volete questo ragazzo.
- Bello certo ( non sia mai che vi scegliate un cesso),
- Alto no?
- Muscoloso perchè voi siete così troie che prima o poi gli toccherà fare a botte per difendervi
- Intelligente, ma non troppo perchè vi farebbe sentire inferiori (e non ci vuole tanto)
- Vi deve trattare bene anche se voi gli fate le corna ("era solo un momento di debolezza")
- Ci deve sempre essere anche se voi siete a "studiare"
- Se non vi scrive "non mi pensa mai" " ha un'altra" "stronzo"
- Se voi non gli scrivete "lui è l'uomo, è lui che deve fare il primo passo"
Se
fa il carino, se vi scrive la mattina e se c'è sempre per voi, va
lasciato. Va lasciato perchè "ti vedo troppo come un amico"
"non mi hai capita" "sotto sotto è uno stronzo"
"non si è ricordato della prima volta in cui avevo le doppie
punte"...
Invece
ecco quello che ti tratta male, è sempre con i suoi amici, ti fa le
corna tutte le sere in discoteca (E LO SAI!), ti picchia, si è
baciato tutte le tue migliori amiche (è sempre un"siete delle
troie" e mai "il mio ragazzo è un pezzo di merda"),
ti ha trombato cinque o sei volte quando non volevi facendoti anche
molto male, quando gli scrivi è sempre occupato o a farsi il
tatuaggio, a drogarsi, a fumare oppure è a letto con tua sorella
nell'altra ala della casa.
Ma
che vuoi che sia?!!? Lui è tuo, è quello che sorride solo nelle
foto che metti a ogni anniversario, è quello che non ti permette di
andare sola in centro la domenica, è quello che dorme nella foto di
instagram non perché è stanco, ma perché GLI STAI SUL CULO, GLI
SEI PESANTE, TI TROMBA E BASTA.
Ora
ragazze, bambine, donne, spiegatemi cosa avete di strano e
soprattutto perché avete ascoltato così tante volte TEOREMA di
Ferradini per ridurvi così.
La fine dell'adolescenza
"Quando senti suonare l'ultima campanella dell'ultimo giorno di scuola del liceo capisci che è veramente la fine della tua adolescenza"
Prima le odi, ci piangi, ci soffri, ci bestemmi, e ci mandi in culo un po' tutti tra compagni, professori, genitori e pure le povere bidelle.
Poi un giorno, dopo cinque anni, leggi il tuo nome con il voto su un foglio attaccato all'entrata e oltre al voto capisci che è veramente finita.
Capisci che si è chiusa una parte della tua vita ed è forse la piu bella. Dopo intraprendi un'altra strada: o inizi a lavorare o continui gli studi. Se prendi la seconda via però di simile al passato avrai solamente i libri, i quaderni e le penne. Ci saranno anche i compagni, ma tutto sarà diverso. Lì ognuno se la vedrà per sè, ognuno lavorerà solo per il suo risultato e non piu per la collettività. I professori saranno dei semplici estranei che ti spiegheranno lo stretto indispensabile per due ore e poi se ne andranno senza neanche salutarti. E tu. Tu sarai solamente un semplice numero in un enorme registro con il tuo nome ed il tuo cognome che verranno usati con il contagocce.
Piango perchè capisco che ho lasciato ed ho perso tanto alle mie spalle. Ho patito moltissimo in questi cinque anni, ma ora fermandomi capisco che è stato un qualcosa di stupendo e di difficilmente ripetibile. Ho scelto una scuola che non ho mai sentito mia, ma che alla fine mi dispiace lasciare. Sono successe un sacco di cose in questi cinque anni e il mio carattere è cambiato quasi del tutto.
Sono entrato lì verso le 8 del 15 settembre 2008 e il 26 giugno del 2013 dopo le 13 e 30 ho concluso il mio colloquio orale togliendo letteralmente le tende.
Cosa mi è rimasto di tutto questo? In poche righe provo a sintetizzarlo.
-sono entato da finto secchione e sono uscito non da secchione vero, ma da persona logorata e distrutta internamente dallo studio
- ho conosciuto una centinaia (e non penso di esagerare) di persone, da quella piu intima a quella letta su un foglio di un assemblea o vista lontano. Altre sono sempre nel mio cuore, alcune ci sono state per tanto, altre per poco. Ho odiato persone con cui poi ho stretto rapporti di amicizia e ho amato persone con cui ho chiuso drasticamente sia per colpa mia che loro.
- Mi sono innamorato veramente di due-tre ragazze che alla fine hanno fatto le loro scelte così come io ho fatto le mie nei confronti di altre.
-Ho conosciuto praticamente l'80% dei professori e con alcuni ho instaurato rapporti obbligatoriamente o no piu spessi di altri
- Ho sofferto tanto e ho pianto in maniera decisa solo gli ultimi due anni quando mi sono sentito crollare veramente il mondo addosso.
- Ho studiato mille o più pagine per ripeterle in faccia a chiunque le volesse sapere ed ho fatto migliaia di pagine di appunti per capire meglio cosa stavo facendo e per ottenere dei buoni voti.
- Ho ricevuto commenti, battute, insulti, apprezzamenti, complimenti e sgarbi sia giusti che sbagliati. Spesso ho deciso di non rispondere o perchè ero nel torto marcio o perchè avevo maledettamente ragione.
- Ho passato momenti in cui non ho mangiato correttamente per giorni causa ansia, sono stato malato minimo 5 giorni ogni anno e ho avuto continui mal di pancia anche dopo un 8 perchè il pomeriggio stesso mi sarei dovuto rimettere a studiare.
-Ho detto molte cose a sproposito e ho fatto ridere, piangere, divertire e arrabbiare chiunque mi stesse attorno
- Ho mostrato segni di infantilismo che non penso se ne vadano con l'età
- Ho trasformato spesso camera mia in un bunker di libri consumando fogli, penne, gomme, matite e tempo prezioso per cose futili
- Ho avuto tanti rimpianti specie quando mi sono reso conto di aver sbagliato scuola, ma me ne sono fatto una ragione e ho guardato sempre avanti.
- Ho capito che spesso, purtroppo, è necessario piegarsi al piu potente anche a discapito del proprio orgoglio
- Ho cercato di riportare un po' di brio in una scuola e in una classe spesso grigia
-Mi sono domandato tante volte il perchè stavo studiando quella disciplina o quell'argomento e non mi sono mai dato una risposta soddisfacente
-Per la scuola ho fatto viaggi, ho preso treni e pullman, mi sono fatto accompagnare, ho speso tanti soldi, ho perso tanto tempo, mi sono rovinato a modo la vita, ma alla fine è stato bellissimo comunque
Estate 2014
Estate 2014
ovvero
ovvero
- i mondiali finiti presto e subito dimenticati
- la Concordia da spostare
- gli esame universitari dati, da dare e quelli che non darò mai
- il caldo che non è mai arrivato
- le partite a calcetto dove ho dato i calci, li ho presi, ho segnato, ho tirato alto, a lato e non l'ho mai passata
- meno giorni di Bibbona, motivati da impegni più seri
- i presupposti di correre per dimagrire, mantenuti 5-6 volte
- il mio Facebook sul telefono che ha funzionato lo stretto indispensabile
- i cruciverba la mattina con le cispie agli occhi
- i sempre meno bagni sia al mare che in piscina, sintomo di invecchiamento
- l'animazione da ciaffate che abbiamo avuto quest'anno all'Arcobaleno
- gli allagamenti ogni volta che faceva due gocce d'acqua, con la mota da evitare sia in bici che a piedi
- nutella, biscotti, amarena, fiordilatte e yogurt, come gusti di gelato
- ballo meno, ma quando lo faccio mi faccio paura da solo
- perchè a pallavolo la gioco sempre di bagher?
- la mancanza di tormentoni fissi
- alzare la voce e arrabbiarsi con le persone che non se lo meritavano
- Nibali che fa incazzare i francesi
- neanche un mal di pancia contro i mille dell'anno scorso
- a casa si sta male senza il Mori, quindi ti si viene a trovare
- alcuni messaggi fantastici via Fb
- quanto cazzo ho dormito la mattina?
- tutte queste zanzare? Avrò finito una boccia di VAPE SPRAY
Cos'è una foto?
Cos'è una foto?
Un ricordo, un sorriso, una lacrima, uno strappo, un errore, un amore, un vuoto oppure un pezzo di carta.
Ultimamente viviamo di foto, ci abbuffiamo, le facciamo dovunque, le passiamo a chiunque, ma difficilmente le riguardiamo.
Per riguardare non intendo una seconda volta, intendo una quinta, una decima, una cinquantesima volta. Il digitale ci ha impedito di farlo. Ha bloccato il nostro senso di fantasia, di società, di ritrovo. Una foto ora può essere vista da migliaia di persone insieme senza che questi ti diano la minima soddisfazione di avergliela fatta vedere. Un MI PIACE o un cuoricino sono l'elemosina del XXI secolo, un' azione banale, quasi costretta, che non significa tanto nè a una parte nè all'altra.
Tempo fa le foto venivano esclusivamente stampate, le potevi toccare con mano, le custodivi gelosamente e le vedevi spesso. Album, si chiamavano, e non erano nè il "Rullino" dell'Iphone, nè la Galleria, ma nemmeno il dubbioso ALBUM FOTO di Facebook. Era spesso un libro con didascalie, un numero mai fisso di foto e tante tante lacrime. La lacrime non erano proprie dell'inaugurazione dell'album, ma della ripresa in mano, del desiderio di stringere fra le mani un pezzo di sè, un pezzo del tuo passato che, in digitale, ti permette solo di riempire di manate lo schermo.
Sparse o cronologicamente perfette, riempite di particolari oppure piene di interrogativi, erano gelosamente custodite in cassetti, teche, scatoloni se non venivano messe nell'album o altrimenti erano nei piani alti dei mobili perchè i piccoli di casa avrebbero potuto strapparle. Oggi vengono buttate lì dovunque, quasi come a liberarsi di un peso che ti opprime. Da casa tua arrivano direttamente sia alla nonna di un'altra città che alla fidanzata dall'altra parte del mondo che vi sta facendo le corna, ma con un MI PIACE mostra amore eterno. Quale occasione esiste ora per invitare le persone a casa propria per far loro una sorpresa se hanno visto tutto e sanno tutto?
Un ricordo, un sorriso, una lacrima, uno strappo, un errore, un amore, un vuoto oppure un pezzo di carta.
Ultimamente viviamo di foto, ci abbuffiamo, le facciamo dovunque, le passiamo a chiunque, ma difficilmente le riguardiamo.
Per riguardare non intendo una seconda volta, intendo una quinta, una decima, una cinquantesima volta. Il digitale ci ha impedito di farlo. Ha bloccato il nostro senso di fantasia, di società, di ritrovo. Una foto ora può essere vista da migliaia di persone insieme senza che questi ti diano la minima soddisfazione di avergliela fatta vedere. Un MI PIACE o un cuoricino sono l'elemosina del XXI secolo, un' azione banale, quasi costretta, che non significa tanto nè a una parte nè all'altra.
Tempo fa le foto venivano esclusivamente stampate, le potevi toccare con mano, le custodivi gelosamente e le vedevi spesso. Album, si chiamavano, e non erano nè il "Rullino" dell'Iphone, nè la Galleria, ma nemmeno il dubbioso ALBUM FOTO di Facebook. Era spesso un libro con didascalie, un numero mai fisso di foto e tante tante lacrime. La lacrime non erano proprie dell'inaugurazione dell'album, ma della ripresa in mano, del desiderio di stringere fra le mani un pezzo di sè, un pezzo del tuo passato che, in digitale, ti permette solo di riempire di manate lo schermo.
Sparse o cronologicamente perfette, riempite di particolari oppure piene di interrogativi, erano gelosamente custodite in cassetti, teche, scatoloni se non venivano messe nell'album o altrimenti erano nei piani alti dei mobili perchè i piccoli di casa avrebbero potuto strapparle. Oggi vengono buttate lì dovunque, quasi come a liberarsi di un peso che ti opprime. Da casa tua arrivano direttamente sia alla nonna di un'altra città che alla fidanzata dall'altra parte del mondo che vi sta facendo le corna, ma con un MI PIACE mostra amore eterno. Quale occasione esiste ora per invitare le persone a casa propria per far loro una sorpresa se hanno visto tutto e sanno tutto?
Pandori o panettoni?
Si aspetta da un anno, si aspetta ogni anno. Il Natale arriva puntuale e
anche chi dice IO ODIO IL NATALE (di Grinch ce n'è uno solo) è a
sorridere a tavola con i parenti o a mangiare panettoni a sbafo.
Se Pasqua è solo la domenica, Capodanno la notte tra 31 e 1, Befana il 6 a pranzo e Ferragosto il 15, Natale no.
Il Natale è una tre giorni come un G8, come una prima di un film, come un weekend al mare...
Ho detto tre e non due perchè chiunque afferma sempre CI VEDIAMO IL 27 dato che si usa solitamente il 26 per riprendersi dall'abbufata del giorno precedente o per rivedere altri parenti.
Tutto inizia il 24 nel pomeriggio. Se negli Stati Uniti nevica come in ogni film Disney che si rispetti e in Lapponia parte Babbo Natale, qua da noi al massimo piove.
Piove e ti sfavi perchè devi inaugurare il cappotto, le scarpe, la sciarpa, i pantaloni, la maglietta con la renna, l'acconciatura orrenda e duemila altri gingilli che ti si bagneranno, cazzo!
Se ceni con i parenti in serata ti togli subito il dolore e il 25 lo usi solo per fare gli auguri o per un rilassante giro in centro.
Diversamente ti prepari subito dopo cena per la Santa Messa di Natale.
Ok, non ti confessi dalla cresima, bestemmi quando Torres sbaglia a porta vuota da un metro, cambi canale appena vedi il papa, però alla messa di Natale CI SI DEVE ANDARE!
Ti prepari subito dopo cena sia perchè devi rispolverare la roba migliore, ma anche perchè devi trovare posto a sedere in chiesa.
L'anno prima ti sei sorbito tutta la messa in piedi e durante il SIGNORE PIETA' hai sbadigliato urlando.
No, quest'anno no. Niente brutte figure.
Accendi la tv. Italia Uno. Sì, lo sapete bene dove voglio arrivare: UNA POLTRONA PER DUE. Eddie Murphy e Dan Aykroyd sono fantastici in "Men in Black" o "The Blues Brothers", ma qui sono peggio dell'orchite.
(P.s 7 italiani su 10 non sanno la trama di questo film, ma continuano a dire "Lo danno tutti gli anni". Boh, magari una volta guardatelo...)
Su Rai Tre che bello "Il Circo di Montecarlo". Ci saranno trecento animali, ma quando ti viene il circo in città ha 2 bisonti spelacchiati, un elefante senza proboscide e un cammello con le gobbe sgonfie.
Fantastico il concerto di Natale su Canale 5. Menomale qualcuno canta BIANCO NATALE o SO THIS IS CHRISTMAS: in questi giorni non le avevo veramente mai sentite.
Maremma, sono già le undici passate! Ti dirigi di corsa in chiesa dove non c'è già più posto (c'è gente che ci cena, secondo me) anche se il prete racconta barzellette per sdrammatizzare.
"Ma metterci du sedie in più mai eh?" ti lamenti quando sai già che anche quest'anno vedrai la messa in piedi.
Accanto a te, ma a sedere sulla panca, c'è quella donnina che ha più anni che capelli, con quel bue morto addosso: è impagliata ed è dal Natale scorso che è lì. Oppure l'hanno scongelata oggi pomeriggio?
Te sei in tuta e lei ti schifa. Allora ti domandi: "Ma Befana non era il 6 gennaio?"
Metà messa la reggi bene tra i canti allegri e due chiacchiere con quello accanto. Da mezzanotte e mezzo in poi inizia il conto alla rovescia: ognuno compulsivamente guarda ogni minuto l'orologio, la gente si appoggia alle colonne, i bambini piccoli piangono, quello accanto a me russa e mi arriva il messaggio di AGURI quando non ho messo il silenzioso. La biondona che si è rifatta il lifting fino al polpaccio si gira e ti guarda male: non può ridere, altrimenti da quanto è tirata, emanerebbe gas dal deretano.
Quando il prete ti dice "Prendete e mangiatene tutti" urli "Magari fosse pandoro!!!" e la biondona ti urla "Ssssssh". Il senso dell'umorismo l'ha lasciato dal chirurgo plastico insieme all'assegno.
Che poi ha anche fatto la maiala tutto l'anno e ora fa la santa.
Vabeh...
Ti passi una mano sul viso: devi resistere. Un altro bambino viene riempito di sculaccioni dal padre perchè piange: signore, gli sculaccioni li darei a lei che porta il figliolo alla messa di mezzanotte.
I tuoi occhi si chiudono a poco a poco quando dal microfono del prete (quello che funziona sempre) ecco la formula magica: "La messa è finita. Andate in pace!"
Ho visto persone abbracciarsi di gioia come neanche il gol di Grosso alla Germania, gente che si sfoga ("Madonna, menomale è finita. C'aveo le palle piene" "Io c'ho altro di pieno: mi scappa da pisciare") mentre io, dolcemente, sveglio quello accanto a me.
Parte il serpentone di gente che si avvia alla porta dove il prete, arzillo come Lapo Elkann dopo aver fatto tutta una tirata, fa capire che più di San Pietro prima si era rivolto a San Lavazza per rimanere sveglio.
Eviti la gente che conosci perchè è l'una, hai freddo e ti scappa da pisciare. Arrivi a casa e tocchi il letto. Chissà domani che ti tocca!
Dormi 11 ore di fila e ti alzi a mezzogiorno. All'una hai prenotato al ristorante per le classiche quattordici persone. Menomale rivedi anche lo zio e la zia di Caltanisetta: ne sentivi veramente il bisogno...
Ti metti a sedere e il cameriere sorridente come Giorgio Mastrota ti fa "Si parte subito, eh!".
NO! Non mi prendere in giro. Devi fare accomodare ancora 81 persone dopo di noi e quelli arrivati prima di me non hanno ancora visto la cesta con il pane.
Inizia il pranzo e te leggi il menu: dieci portate. Perchè ho fissato lì?
Sai che prima delle sei non alzerai il culo da quella sedia, ma la nonna, che ha ricevuto dopo appena mezz'ora il primo crostino, se la sente e azzarda un "Quest'anno sono più veloci. Alle quattro siamo già fuori". BUGIARDA! Si sa che lo dici solo per fare contenti i nipotini che non mangeranno un tubo e saranno costretti a sorbirsi tortellini in brodo, carne dura, uva del buon augurio ( ovvero ti augurano di digerire prima o poi il pranzo), chiacchiere su malattie di nonni e zii e, per finire, il peggior affronto: pandoro o panettone SENZA CREMA NE' CIOCCOLATO!
Chissà perchè il tasso di bestemmie dei bambini sotto i 10 anni aumenta proprio il giorno di Natale?
Tra una portata e l'altra ci sono donne incinte che hanno partorito quattro figlioli in tempo per far assaggiare anche all'ultimo nato i devastanti CROSTINI DI CARNE!!
Dopo aver mangiato (o provato a mangiare) tutto, saputo qualsiasi disgrazia su ogni tuo concittadino, detto a tuo figlio "Sì Marco, s'è quasi finito" quando ti portavano sempre il primo, ti appoggi al tavolo e pensi dentro di te: "Qui non ci torno più!".
Se però ti dovesse partire un super rutto o un mega curreggione, ti prego contattami.
Potremo diventare grandi amici.
Buone feste da Matteo.
Se Pasqua è solo la domenica, Capodanno la notte tra 31 e 1, Befana il 6 a pranzo e Ferragosto il 15, Natale no.
Il Natale è una tre giorni come un G8, come una prima di un film, come un weekend al mare...
Ho detto tre e non due perchè chiunque afferma sempre CI VEDIAMO IL 27 dato che si usa solitamente il 26 per riprendersi dall'abbufata del giorno precedente o per rivedere altri parenti.
Tutto inizia il 24 nel pomeriggio. Se negli Stati Uniti nevica come in ogni film Disney che si rispetti e in Lapponia parte Babbo Natale, qua da noi al massimo piove.
Piove e ti sfavi perchè devi inaugurare il cappotto, le scarpe, la sciarpa, i pantaloni, la maglietta con la renna, l'acconciatura orrenda e duemila altri gingilli che ti si bagneranno, cazzo!
Se ceni con i parenti in serata ti togli subito il dolore e il 25 lo usi solo per fare gli auguri o per un rilassante giro in centro.
Diversamente ti prepari subito dopo cena per la Santa Messa di Natale.
Ok, non ti confessi dalla cresima, bestemmi quando Torres sbaglia a porta vuota da un metro, cambi canale appena vedi il papa, però alla messa di Natale CI SI DEVE ANDARE!
Ti prepari subito dopo cena sia perchè devi rispolverare la roba migliore, ma anche perchè devi trovare posto a sedere in chiesa.
L'anno prima ti sei sorbito tutta la messa in piedi e durante il SIGNORE PIETA' hai sbadigliato urlando.
No, quest'anno no. Niente brutte figure.
Accendi la tv. Italia Uno. Sì, lo sapete bene dove voglio arrivare: UNA POLTRONA PER DUE. Eddie Murphy e Dan Aykroyd sono fantastici in "Men in Black" o "The Blues Brothers", ma qui sono peggio dell'orchite.
(P.s 7 italiani su 10 non sanno la trama di questo film, ma continuano a dire "Lo danno tutti gli anni". Boh, magari una volta guardatelo...)
Su Rai Tre che bello "Il Circo di Montecarlo". Ci saranno trecento animali, ma quando ti viene il circo in città ha 2 bisonti spelacchiati, un elefante senza proboscide e un cammello con le gobbe sgonfie.
Fantastico il concerto di Natale su Canale 5. Menomale qualcuno canta BIANCO NATALE o SO THIS IS CHRISTMAS: in questi giorni non le avevo veramente mai sentite.
Maremma, sono già le undici passate! Ti dirigi di corsa in chiesa dove non c'è già più posto (c'è gente che ci cena, secondo me) anche se il prete racconta barzellette per sdrammatizzare.
"Ma metterci du sedie in più mai eh?" ti lamenti quando sai già che anche quest'anno vedrai la messa in piedi.
Accanto a te, ma a sedere sulla panca, c'è quella donnina che ha più anni che capelli, con quel bue morto addosso: è impagliata ed è dal Natale scorso che è lì. Oppure l'hanno scongelata oggi pomeriggio?
Te sei in tuta e lei ti schifa. Allora ti domandi: "Ma Befana non era il 6 gennaio?"
Metà messa la reggi bene tra i canti allegri e due chiacchiere con quello accanto. Da mezzanotte e mezzo in poi inizia il conto alla rovescia: ognuno compulsivamente guarda ogni minuto l'orologio, la gente si appoggia alle colonne, i bambini piccoli piangono, quello accanto a me russa e mi arriva il messaggio di AGURI quando non ho messo il silenzioso. La biondona che si è rifatta il lifting fino al polpaccio si gira e ti guarda male: non può ridere, altrimenti da quanto è tirata, emanerebbe gas dal deretano.
Quando il prete ti dice "Prendete e mangiatene tutti" urli "Magari fosse pandoro!!!" e la biondona ti urla "Ssssssh". Il senso dell'umorismo l'ha lasciato dal chirurgo plastico insieme all'assegno.
Che poi ha anche fatto la maiala tutto l'anno e ora fa la santa.
Vabeh...
Ti passi una mano sul viso: devi resistere. Un altro bambino viene riempito di sculaccioni dal padre perchè piange: signore, gli sculaccioni li darei a lei che porta il figliolo alla messa di mezzanotte.
I tuoi occhi si chiudono a poco a poco quando dal microfono del prete (quello che funziona sempre) ecco la formula magica: "La messa è finita. Andate in pace!"
Ho visto persone abbracciarsi di gioia come neanche il gol di Grosso alla Germania, gente che si sfoga ("Madonna, menomale è finita. C'aveo le palle piene" "Io c'ho altro di pieno: mi scappa da pisciare") mentre io, dolcemente, sveglio quello accanto a me.
Parte il serpentone di gente che si avvia alla porta dove il prete, arzillo come Lapo Elkann dopo aver fatto tutta una tirata, fa capire che più di San Pietro prima si era rivolto a San Lavazza per rimanere sveglio.
Eviti la gente che conosci perchè è l'una, hai freddo e ti scappa da pisciare. Arrivi a casa e tocchi il letto. Chissà domani che ti tocca!
Dormi 11 ore di fila e ti alzi a mezzogiorno. All'una hai prenotato al ristorante per le classiche quattordici persone. Menomale rivedi anche lo zio e la zia di Caltanisetta: ne sentivi veramente il bisogno...
Ti metti a sedere e il cameriere sorridente come Giorgio Mastrota ti fa "Si parte subito, eh!".
NO! Non mi prendere in giro. Devi fare accomodare ancora 81 persone dopo di noi e quelli arrivati prima di me non hanno ancora visto la cesta con il pane.
Inizia il pranzo e te leggi il menu: dieci portate. Perchè ho fissato lì?
Sai che prima delle sei non alzerai il culo da quella sedia, ma la nonna, che ha ricevuto dopo appena mezz'ora il primo crostino, se la sente e azzarda un "Quest'anno sono più veloci. Alle quattro siamo già fuori". BUGIARDA! Si sa che lo dici solo per fare contenti i nipotini che non mangeranno un tubo e saranno costretti a sorbirsi tortellini in brodo, carne dura, uva del buon augurio ( ovvero ti augurano di digerire prima o poi il pranzo), chiacchiere su malattie di nonni e zii e, per finire, il peggior affronto: pandoro o panettone SENZA CREMA NE' CIOCCOLATO!
Chissà perchè il tasso di bestemmie dei bambini sotto i 10 anni aumenta proprio il giorno di Natale?
Tra una portata e l'altra ci sono donne incinte che hanno partorito quattro figlioli in tempo per far assaggiare anche all'ultimo nato i devastanti CROSTINI DI CARNE!!
Dopo aver mangiato (o provato a mangiare) tutto, saputo qualsiasi disgrazia su ogni tuo concittadino, detto a tuo figlio "Sì Marco, s'è quasi finito" quando ti portavano sempre il primo, ti appoggi al tavolo e pensi dentro di te: "Qui non ci torno più!".
Se però ti dovesse partire un super rutto o un mega curreggione, ti prego contattami.
Potremo diventare grandi amici.
Buone feste da Matteo.
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