lunedì 13 luglio 2015

Il vuoto

Il vuoto. Il silenzio. Nessuna risposta. Guardi quel telefono, lo sblocchi, giri su tutte le applicazioni possibili, ma non ti ha risposto.
La situazione è molto triste.
Ti divori anche le ultime unghie che ti sono rimaste poi riblocchi il telefono e lo posi.

Stavolta sei sicuro: non lo riguardi più fino a che non ti chiamerà lei.
Perderai.

Tra cinque minuti infatti sei già lì a vedere se lampeggia qualche lucina, che sia Facebook o Whatsapp.

"Via su, m'ha mandato in culo!"
Ti disperi quando si illumina il telefono: è whatsapp. Sblocchi tutto e.... è una catena che ti manda la tu zia:
"Manda questo messaggio ad altre 75..."
BASTAAAA!!

Butti il telefono sul divano e torni a studiare.
Chi cazzo te l'ha fatto fare!?!
Hai le mani nella testa e i capelli sono come quelli di Edward mani di forbice, ma tu non sei Johnny Depp.

Tranquillo, te ne eri già accorto da quante ti rispondono ai messaggi.

Sospiri perchè è la cosa più semplice da fare. Apri Facebook e in rapida successione ecco pomiciate su pomiciate, frasi romantiche fino al midollo da una che ha visto più cazzi che cicli mestruali e persone felici in compagnia.
Tu sei solo a casa, a studiare, senza nessuno e addirittura nessuno ti risponde anche sul telefono.
Ti dicono di non fare il depresso e gli rispondi di non rompere la minchia perchè non vuoi offenderle.

Non sto bene depresso, non ho voluto io questo eremitismo, questa condizione leopardiana, questo studio matto per 365 giorni l'anno.

Ah già, ecco il simpatico: "Uno lavora otto ore al giorno, perchè uno non può studiare otto ore al giorno?" PERCHE' E' IMPOSSIBILE, COGLIONE!
Lo sforzo mentale ti rovina, ti entra dentro, ti rende peggiore anche nei ragionamenti.
E' 100 volte meno faticoso e meno probante di quello fisico però se dopo quello fisico hai sì le gambe indolenzite e le mani consumate, dopo 8 ore di studio non ti ricordi chi sei, ti senti spesso irrealizzato, hai un qualcosa di incompiuto, non sei più di questo mondo.

Un altro simpatico di turno è sempre stato quello del "Troppo studio non ha mai ucciso nessuno".
Ah sì, te no di certo, da come ragioni si vede che non lo hai mai fatto.
Se esiste il lavaggio del cervello nel mondo come un tortura subdola è perchè fa male, perchè il dolore fisico resta lì mentre un tartassamento a livello mentale ti può ridurre a una larva umana...

Avere una ragazza

Avere una ragazza

una persona su cui contare
un contatto fisico e un' intimità esclusiva
una serata sul divano sotto le coperte a vedere un film
una giornata al mare lasciando a casa i pensieri
un bacio al concerto quando la musica è da brividi
una passeggiata mano nella mano
un pomeriggio passata a farla studiare
una serata dove la prendi in giro tutto il tempo e lei si diverte
una canzone dedicatale a un karaoke
un capodanno al Rockfeller Center a New York
un viaggio in Colorado nel Grand Canyon un album fotografico
una vacanza totalmente da soli
un gol dedicato
una cena con altre coppie con cui stare in pace
una partita insieme allo stadio (dove Lei capisce qualcosa)
una discussione di politica con un minimo di ragionamento
una minima confidenza familiare tanto per non essere uno sconosciuto
una cena in due dove non conta cosa c'è nel piatto e nel portafoglio, ma davanti a te
un ultimo accesso che si trasforma in Online
una coccola sul letto in un pomeriggio di pioggia
delle lacrime utili
una notte di sesso con ľamore
un gelato che lei non finisce, ma lo finisci te
un bacio quando la lasci davanti casa
un NOI, l'articolo più bello
una foto in cui lei sorride
un PER ME SEI INSOSTITUIBILE e non per studiare solamente
un VEDRAI CHE CE LA FAREMO
un TANTO CI SONO IO
un po' di sana volgarità quando serve
una litigata su cazzate
una sera davanti casa sua come sorpresa
un MI MANCHI detto veramente
una corsa quando un pullman, un treno o una macchina sta per partire solo per salutarla 


L'apoteosi...

Sanremo 2015



Ogni anno le canzoni non decollano al primo ascolto, sembrano tutte uguali, non c'è un ritornello che desta curiosità, un ritmo più divertente, un pezzo più rock...

Siamo imbottiti di gente dei talent e tutti cantano suppergiù alla stessa maniera.
Ci domandiamo chi è Lara Fabian mentre con tutta probabilità la faranno fuori, non ci capacitiamo dell'accoppiata Coruzzi-Di Michele, inveiamo contro chi mette a rischio eliminazione Alex Britti e salva Chiara che, se era per me, il "posto nel mondo" dell'estate di due anni fa lo avrebbe trovato a zappare nei campi...

A rischio eliminazione i più vecchi con Grignani, la coppia che scoppia, Britti, Fabian, Moreno ("ma è un giovane!! Che siete matti!!" urlano le bimbette), Bianca Atzei, I soliti idioti (non capite una sega) e la Tatangelo (SE DIO VOLE!).
La canzone poi quella si imparerà
O anche no.
L'importante è che vinca il tuo cantante da talent. Ultimi 3 anni: 3 vittorie dei cantanti da Talent, 5 negli ultimi 6 con la sola eccezione di Vecchioni, se dio vole!

Chi dice di svecchiare non si accorge che più o meno tutti i vostri "giovani" cantano uguale, che non c'è invettiva. Nesli? Dio sceso in terra con una canzone banalissima. Grignani? Almeno lui un po' di grinta ce la mette .
Malika Ayane? Perennemente in botta, non si sa se c'è o ci fa.
Almeno i Soliti Idioti sono coerenti e il nome rispecchia la canzone: è comunque la più orecchiabile, necessaria al Festival per dare un po' di allegria.

Il Volo e Fragola hanno già vinto.
Entrambi occuperanno due posti del podio e lo spazio vuoto sfido chiunque a scommettere che verrà occupato da un ex dei talent.
Poi sarà tutto finito.
I talent produrranno altra gente perchè "Avete visto!??! Vincono sempre i nostri a Sanremo!!".
Eccerto, metti 100 volte un contadino a zappare un campo con un impiegato: tutte e cento le volte il contadino farà un lavoro migliore dell'altro perchè il difetto è nel manico.
Infatti Festival e Talent sono decisi quasi sempre dal televoto, monopolio dei giovani che vedono Nesli, Fragola, Banana o qualsiasi altro frut come "Grande cantante" e te lo votano lì.
Poi uno si lamenta dell'esistenza della giuria di qualità: cazzo, almeno loro proteggono un po' la buona musica!

Vedo Irene Grandi meno pimpante degli anni scorsi: si è buttata sul melodico/melenzo anche lei?
Raf non è lui: è un paziente/cavia sul quale stanno sperimentando cure dimagranti. Ah già, funzionano eh!
Nina Zilli mi fulmina sempre: ha quel modo di cantare che non mi verrebbe mai voglia nè di eliminare, ma nemmeno di farla vincere.
Moreno di cognome fa Donadoni: mesi fa ho scritto il suo cognome su Google sperando in carrellate del milanista Roberto, attuale allenatore del Parma.
Nisba: solo lui, solo la sua "Bomba". Fa un rap così così, ma se ha vinto Rocco Hunt l'anno scorso, occhi aperti.
La Tatangelo perchè non gira film hard? Perchè non sfila? Perchè non fa la showgirl e si sveste in ogni puntata? (Belen, spiegaglielo un po' te come si fa...)
Invece no, deve cantare!
Ultimamente non le riesce neanche, ci prova, ma fa delle cacate che, come quelle dei cani nei prati, ti restano appiccicate per un po' e le senti sempre alla radio.

Capitolo giovani: perchè non fucilarli? Non penso possiate fargli altro male: vengono buttati in mezz'ora sul palcoscenico, si sfidano due a due (chi li ha decisigli accoppiamenti?) e dopo la canzone hanno 2 minuti di popolarità.
Se vai avanti bravo, se perdi invece ciao, canterai se ti va bene all'Ipercoop la domenica pomeriggio

Alla radio queste canzoni faranno comunque un grande effetto...

L(')aurea intoccabile



Seduti sulľOlimpo, poche volte si abbassano tra i mortali, tengono comportamenti rivedibili, ma alla fine fanno sempre come pare a loro.
Sono i professori universitari, una categoria delle più subdole, più spietate, forse più remunerative nel campo dell'istruzione, la più menefreghista e più autonoma di tutte.

Ognuno si considera Dio in terra, ogni volta che parla non esprime dubbi, affermazioni, consigli ma sentenze.
Sono vincolati con fili sottilissimi che si dovrebbero vedere, ma mentre li cerchi sono già tutti spezzati e la distanza tra i docenti delle scuole secondarie (medie e superiori) è notevole: fino alla scuola dell'obbligo hai programmi da seguire, adempienze da svolgere, genitori, ragazzi e tanti "compiti" che devi svolgere a casa.

Fin da questo ambito, appena si parla di prof. universitari si entra nel menefreghismo: i loro obblighi diminuiscono, il mestiere di docente universitario è quasi un secondo-terzo lavoro del quale ci si ricorda saltuariamente.
Poco importa se il mattino seguente hai da esaminare 200 ragazzi che hanno patito come cani, hanno un fegato a brandelli, mani sudatissime e quasi vomitano: tu ne farai una minima parte oppure, per fare prima, sposterai ľappello al giorno o alla settimana seguente.

Studenti lavoratori? Studenti fuori corso? studenti che abitano lontano? studenti ai quali manca solo un esame per la laurea? Ma che te ne frega!!
Se sei educato chiami in segreteria e avvertì che ľesame è posticipato. Attacca presto però che se c'è qualche studente vicino al telefono della segreteria ti potrebbe arrivare qualche bestemmia in tempo reale. Ľesame? Tutti bocciati, tutti promossi, tutti 30, massimo 23. Viene pagato per questo è mandi tutto a puttane. Che boss che sei.

Libri irrecuperabili, testi ormai fuori stampa dalla rivoluzione francese, ma a te che te ne frega??
Vuoi questi e stop!
Ľaggiornamento è pesante, i libri ormai sono quelli con un chili di polvere, ma sono quelli.
Ľ unico vero problema? Finire le 30-60 ore del corso. Eh, quelli sì, vanno finite. Se il tempo è poco ne recupero 2-3 il sabato sera o il lunedì sera dalle 19 alle 21, tanto qualche secchione/leccaculo viene a seguire il corso anche se lo faccio sulla luna la sera della Vigilia di Natale.

Ma chi te lo ha fatto fare?

venerdì 10 luglio 2015

Il mio ultimo giorno di scuola

Com'era il mio ultimo giorno di scuola?
Il mio ultimo giorno di scuola era atteso. La sera prima spesso c'era il Festivalbar e dicevo "dalla settimana prossima lo posso guardare quanto voglio, tanto non ho scuola", ma poi finivo per fare altro.


Iniziavo già con le programmazioni da fare come la piscina, il mare, gli amici da invitare e poi me ne stavo al computer o alla Play.

L'ultimo giorno esatto di scuola spesso voleva dire pasticcini, ricordi, gavettoni e addii. Poco doloroso fu quello delle medie tranne per la partaccia che mi presi quando non avvertii di rimanere a fare i gavettoni in pineta; alle elementari finirono cinque anni stupendi con la sconfitta di Istanbul e lo scudetto alla Juve: se piansi diciamo che avevo qualche motivo valido...
Ogni anno l'ultimo giorno delle superiori era sempre condito dalla gioia per la fine dell'incubo, ma anche per la malinconia nel non rivedere per tre mesi molti miei amici.
Simbolico l'ultimo giorno di quarta: iniziavano tre settimane di stage al caldo e si inauguravano anche gli europei.

In quinta non mi accorsi subito della fine: il resoconto strappalacrime, gli esami con la tesina, la cena con le imitazioni e qualche amico sfavato attutirono i miei ultimi giorni da studente del Marchi.
Quando suonò la campanella delle undici sospirai: non era gioia, era preoccupazione, rammarico, tristezza e malinconia.

Entrato per caso in quella scuola di Pescia, avevo passato cinque anni tra alti e bassi e l'8 giugno,
avevo chiuso con campanelle, ritardi, sveglie bruttissime, mal di pancia e scuola dell'obbligo.
Non sapevo cosa mi aspettasse all'Università...

Quando però, tempo dopo, ripensi all'ultima campanella dell'ultimo giorno di scuola pensi che come stavi al sicuro lì dentro, riparato dai veri problemi del mondo, forse, non starai da altre parti.

lunedì 20 aprile 2015

Pendolare universitario

Il pendolare universitario si sveglia molto presto. Sono orari che non si capiscono ( le lezioni iniziano tra tre ore...), ma non ci sono altri modi alternativi.
Fuori è sempre buio e anche i gufi mentre apri i rotolanti delle finestre ti dicono "Che cazzo faiiiiiiii?!?!".
La colazione deve avvenire sennò si sviene e a Firenze/Pisa qualsiasi brioche è fin troppo cara.
Ti incammini verso la stazione mentre aprono i primi negozi e ti difendi dal freddo pungente in un cappotto che ormai puzza di università, ovvero di treno e di appunti.
Alla stazione superi i turisti con i trolley (ma dato che siete in vacanza, perchè cazzo prendete il treno alle sette? Oh rimanete a letto!), respingi gli schifosi tentativi di accattonaggio e ti fermi davanti al tabellone.
15 minuti di ritardo.
"Che palle, madonna! Ora mi metto a sedere per aspettare..."
Guardi la sala di aspetto: quattro Rom bivaccati, tre ubriachi che puzzano di vino più di Merigo, un matto che sta urlando di essere Dio da alcuni minuti (allora perchè aggiunge spesso un "cane" e un "porco" dietro al suo nome?), una persona di dubbia identità che dorme su tre poltroncine...
Alla fin fine in piedi non si sta così male.
Spero che tu abbia già fatto il biglietto perchè il bigliettaio ha mangiato pane e fantasma e non c'è mai: spero che il suo stipendio diminuisca ad ogni sua assenza da questa stazione. Tanto non avverrà.
Le macchinette? O avete i soldi precisi o di preciso spero che abbiate le preghiere: pregate infatti che non vi mangi improvvisamente i soldi o che il touch funzioni.
Tiri fuori i soldi di tasca e si avvicinano gli zingari: sentilà che odorino!
Secondo me è "Acqua di Giò". Sì, ma di GIO' LA SCIOLTA.
Li allontani perchè ormai ne hai abbastanza e prendi il tuo biglietto.
Esci perchè dentro la stazione l'aria è irrespirabile e attendi fuori al freddo il tuo treno.
L'aria gelida ti costringe a infilarti le mani nelle tasche del cappotto e ad alzarti la sciarpa. Il tuo treno fortunatamente arriva.
"Fate scendere! Bambini fate scendere!!" ripete ossessivamente una maestra che porta in gita una scolaresca. Andrebbe ripetuto un po' a chiunque quella frase data ľignoranza che si ripresenta anche solo per salire sul treno. Menomale ti è toccato VIVALTO come treno, altrimenti sarebbero stati dolori.
Olfattivi soprattutto.
Sali le scalette e ti posizioni in alto: sfruttiamo la seconda parte del nome VIVALTO almeno...
Tutti posti a 4, ideali per chi vuole stare largo, per chi è in compagnia, ma purtroppo anche a chi piace rompere le scatole e far spostare gli oggetti personali di uno già seduto.
Attimo di riflessione: vedi che ho uno zaino, sciarpa e cappello, ci sono altri posti liberi, ma mi chiedi se è libero.
Facendomi questa stupida domanda mi obblighi a tenermi addosso tutto il mio ambaradan di roba e stringermi in un sedile.
Tranquillo, la prossima volta sarà occupato!
Passa il ragazzo con il bigliettino con il quale vuole i soldi, passa il turista con otto trolley (bimbo, se viaggi in treno portati meno roba!), passa a corsa quello che non ha pagato il biglietto, passa quella che urla al telefono, ma il controllore non passa mai.
Passerà quando hai il biglietto nascosto o quando non lo hai proprio.
Se il tuo ha una lieve sbavatura nel timbro sei un furfante, i Rom senza, invece, vengono solo fatti scendere.
Parità dei trattamenti non ti conosco.
Ecco la stazione di arrivo: insieme a te scendono altre ottomila persone e ti sembra proprio di stare nei film americani quando a New York attraversano la strada in tremila.
"Bah oh c'eri anche te sul treno?!"
"Sì ma non te ľho detto perché mi stai sul culo "
Buona mattinata universitaria!

giovedì 16 aprile 2015

Recensioni semiserie - Batman (1989)

Il Batman, quello vero.
Lasciato nel dimenticatoio perchè "Christian Bale e Heath Ledger sono più fighi", perchè "Viva i film d'azione", perchè "Sei un vecchio e guardi i film vecchi" o perchè "Cazzo voi mette?", quando si parla dell'uomo pipistrello non mi viene mai in mente la voce ridicola del Cavaliere Oscuro, ma Micheal Keaton.
Poco conosciuto, è stato un mito della mia infanzia e ringrazio mio padre che decise di registrare sia il Batman del 1989 che quello del 1992.
Per chi lo conoscesse poco, Keaton ha interpretato lo "Spiritello porcello" in Beetlejuice nel 1988 e data la grande prova ed il buon successo di pubblico, Tim Burton (non paragonatelo a Nolan, via!) ha deciso di riproporlo nella storica riproduzione cinematografica di Batman dell'epoca moderna dopo il semi fiasco del lungometraggio del 1966.



Nel Batman per eccellenza che vi sto descrivendo apparivano anche Kim Basinger nel ruolo della  strafiga di turno (vince a man bassa contro la regina delle occhiaie Maggie Gyllenhaal), il maggiordomo più docile di tutti interpretato da Micheal Gough e l'impacciato commissario Pat Hingle che è forse l'unica sconfitta che Batman ha contro il "Cavaliere oscuro" data la bravura di Gary Oldman nell'interpretare un commissario molto più dinamico.
In alto però, sopra a tutti, nell'Olimpo dei cattivi di ogni film che si rispetti, c'è lui, Jack Napier.



"E chi cazzo è Jack Napier?" direte voi?
Jack Napier esisterà per un terzo del film perchè poi avrà la sventura di scivolare in una vasca di acido dalla quale uscirà Joker, interpretato dal devastante Jack Nicholson.
Sono pochi i personaggi che nei film rendono memorabile qualsiasi cosa dicono: ebbene sì, il Joker Nicholson è uno di questi.
In tutto il film dimostra ancora una volta che ci sa fare nell'interpretazione  dei personaggi cattivi che si fanno amare, così come era avvenuto in Shining otto anni prima quando il povero Jack Torrance era più che altro una vittima dell'hotel piuttosto che un cattivo in sè.

Di sfondo al pipistrello, alla giornalista stratopa, ai poliziotti e a Nicholson che balla sulle note di Prince nel suo vestitino viola, c'è Gotham City, una New York fumettosa che non dorme mai, tra grattacieli, vicoli bui, vicoli ciechi, bande di ladri e fumi anche di giorno quando la gente cammina veloce, non si ferma neanche per un saluto e pensa per sè.
C'è fretta di tornare alle proprie abitazioni, c'è fretta di rischiare il meno possibile la pelle e di evitare quel numero enormi di criminali.
La Signora in Giallo si farebbe tonda a Gotham, ma con Batman durerebbe cinque minuti ogni puntata data la facilità con cui il vendicatore mascherato scopre colpevoli e altri personaggi.

Chi comanda in questa città? Pur con la mafia alle calcagna e fabbriche più inquinanti di Cernobyl, tutto il potere è nelle mani di Bruce Wayne, un plurimiliardario che farebbe rabbrividere la famiglia Agnelli per il suo enorme patrimonio.
Imprese chimiche, fondazioni benefiche a lui intitolate, industrie sul cibo, sul trasporto di merci, acciaierie e una caverna (un'altra casa sotterranea diciamo) dove il taciturno Bruce si trasforma nel vendicatore nero che combatte il crimine.
Con tutto quell'armamento potrebbe anche combattere l'Isis, ma alla fine Gotham ha più problemi di Milano prima dell'Expo e giustamente rimane lì, aiutato dal fido maggiordomo Alfred che pur avendo lavorato da oltre trent'anni in casa Wayne e fatto da mamma e babbo alla morte dei genitori di Bruce, utilizza sempre il lei nei confronti del padrone.
Alloggiano in un castello di cinquecento stanze, pagando stonfi di Imu da far paura, dove potrebbe far una miriade di festini, conferenze, piscine, campi da golf e cinema, ma che utilizza (e chiamatelo stupido) solo come luogo di accoppiamento con Vicki Vale prima di lasciarla sola e nuda a letto perchè il dovere di paladino della giustizia chiama.



La legge e i cittadini di Gotham in fondo sono prima stupiti per l'aiuto inaspettato di questo supereroe mascherato e poi capiscono che alla fine senza di lui finirebbero come gli studenti nelle manifestazioni: pestati a sangue.
I grattacieli di Gotham sembrano fatti proprio per quel Micheal Keaton così impacciato nei panni del miliardario, ma così elastico e atletico in quelli di un Batman che quando gli frizza il didietro spara un filo d'acciaio dalla mano e se la da a gambe, attaccandosi a qualsiasi parete esistente.

Indimenticabile finale sopra la maestosa cattedrale di Gotham, così simile a Notre Dame, ma con delle pietre forse troppo consumate...
Tim Burton è come Re Mida e lo confermerà tre anni dopo con Batman-Il ritorno.

Ma questa è una storia che parte dalle fogne...