sabato 10 gennaio 2015

Recensioni semiserie - Il mondo perduto /Jurassic Park

E'  il sequel del devastante film di Spielberg girato ancora una volta da lui dopo aver costretto Michael Crichton a scrivere una continuazione del libro dal quale era nato il primo Jurassic Park.

Il secondo libro si chiamerà "Il mondo perduto" e perdute sono anche le speranze di Ian Malcolm (Jeff Goldblum) quando viene a sapere dal vecchio John Hammond dell'esistenza di un sito B in un'altra isola ovvero un altro luogo cosparso di dinosauri in libertà creato per l'allevamento di essi prima di essere trasportati nel parco del primo film.
Un tifone lo aveva distrutto quindi se già il posto era di merda prima immaginate voi in che zona accogliente si vanno ora a intrufolare quei simpaticoni della Ingen?

Dopo che un T-Rex lo ha quasi ucciso nel primo film Malcolm COL CAZZO che vuole tornare a rischiare la pelle tra i dinosauri, ma la notizia della presenza della fidanzata sull'isola lo costringe a partire.
Questo signori è vero amore! Solamente una persona cotta, innamorata follemente del rispettivo patner può ritornare in un'isola con i dinosauri (non gatti persiani, capiamoci) che stavolta sono addirittura in libertà, sparsi per l'isola e non in gabbie come gli elefanti rincoglioniti allo zoo di Pistoia.

Hammond avverte: "I carnivori sono al centro dell'isola, voi filmate solamente gli erbivori sulla costa!".
Ora, secondo voi in un film sui dinosauri ti fanno vedere solo quelli erbivori stupidi che brancolano lenti come ragazzi usciti ubriachi fradici dalla discoteca?
Logico che qualche coglione si presenti sull'isola per rompere l'equilibrio e i coglioni a quegli animali preistorici che si stavano facendo i cazzi loro.



Il coglione di turno è il nipote di Hammond che vuole sfruttare l'isola come safari per far risalire le azioni della Ingen.
Questo nipote, furbo come quelli che si lamentano se l'Italia va a rotoli e non pagano le tasse, rischia già più volte la vita nell'isola e quando si para il culo con l'elicottero chiamato da Vince Vaughn, decide di portarsi altro terrore a casa, sulla terraferma. Carica così una nave con un T-rex e affida l'incarico a dei professionisti del mestiere.
Nel mondo il titolo "professionista" è un titolo molto vago e chissà perchè quando la nave deve sbarcare a San Diego prima distrugge la banchina e poi da essa esce il dinosauro un po' alterato?
Ve lo spiegano subito: hanno sbagliato a iniettare un siero e invece di somministrare un sedativo al dinosauro gli iniettano un bell'eccitante.
Ovvia, ora sì che si ragiona!
Chiunque si aspetta un bel casino in città alla Godzilla, rimarrà deluso perchè il mostro distruggerà meno di quanto ci si possa immaginare dato che rientra molto presto al porto per salvare il suo figlioletto curato e riparato dalla ragazza di Malcolm.

Dopo essersi divorato il nipote stupido di Hammond e aver ritrovato il figlio, il T-Rex viene sedato da persone un po' più esperte delle precedenti e rispedito nella sua isola di appartenenza in tempo per permettere di girare il terzo film della saga, stavolta non più da Spielberg, che si è reso già conto con "Il mondo perduto" di aver esagerato, ma da Joe Johnston che richiamerà il buon vecchio Alan Grant (Sam Neil) per salvare il culo ad altra gente.

Il Mondo Perduto è più zeppo di effetti speciali del precedente, ma se nel primo film il vero cattivo è qualsiasi dinosauro, qui il telespettatore viene pervaso da un sentimento buonista che vede il nipote occhialuto di Hammond, tra l'altro con una voce disturbante, come cattivone di turno.

Prevale rispetto al primo un senso di maggiore tensione nella scena  del bus sul burrone o quando un T-Rex mette la testa nella tenda della figlia di Malcolm (della quale non vi ho parlato perchè una che uccide un dinosauro con un calcio rotante senza citare Chuck Norris non è degna di nota) mentre stavolta i dinosauri vengono, a torto, tirati in ballo troppo presto sullo schermo come a farli ricordare subito a chi ha visto il primo film e soffriva di DINOSTALGIA (pessima...).

In conclusione, è comunque  un film accettabile, c'è più azione del film precedente, ma chi ve l'ha fatto fare di ritornare tra i dinosauri?

venerdì 9 gennaio 2015

Recensioni semiserie - Jurassic Park

Gran film, niente da dire, secondo me l'opera migliore di Spielberg.
Due ore di film in cui non ti chiedi mai quanto manca alla fine.

Addentriamoci nella trama e analizziamola: ricreare i dinosauri dal Dna di zanzare preistoriche? Si ok, pare una cazzata che chiunque in 100 anni di scienza moderna avrebbe sicuramente tentato, ma John Hammond (il vecchietto che fa Babbo Natale in "Miracolo nella 34esima strada") te la mette così  facile e te la rigira così tanto che ti stupisci che nessuno lo abbia mai fatto prima nella vita reale.

Il vecchietto con il bastone insomma realizza il suo sogno di ricreare i dinosauri su un'isola al largo del Costarica, il classico posto in culo dove o scappi con una barca (bella grossa eh...) oppure ti cerchi un elicottero.


I protagonisti? Sam Neil con quel cappello da Cow Boy è convintissimo di ogni cosa che fa, anche nello scaccolarsi, Jeff Goldblum fa la parte di quello che si finge simpatico/antipatico/cretino/salvatore.
Certo, chi l'ha visto prima in "La mosca" rimane molto colpito.

I nipoti di Hammond paiono più stupidi di quei bambini dei film natalizi su Italia Uno il pomeriggio dalle 15 in poi, e invece sono diventati con il trascorrere del film ancora più idoli della compagna di Neil, quella Laura Dern che considero l'unica rotella fuori posto nell'ingranaggio spielberghiano.
Di lei ricordo solo il salto sul divano che fece fare alla mi mamma quando vedemmo il film per la prima volta: al momento di riattivare la corrente elettrica nel parco spuntarono alle spalle della povera Dern uno o due velociraptor in una scena che presagiva tranquillità.

Il ciccione sfigato, che fa il cattivo qui come in Space Jam, muore giustamente molto presto dato che Spielberg voleva un film sui dinosauri e non un thriller.
I dinosauri, già!

I primi che spuntano sono semplici erbivori buoni solo per mostrare degli effetti speciali.
Il primo vero dinosauro che appare è un tirannosauro di tutto rispetto che ribalta la jeep dei bambini e si pappa l'avvocato mentre è a cacare.
In sequenza ecco il Dilophosaurus che uccide il ciccione nella jeep e i piccoli velociraptor che daranno via a un inseguimento assurdo quanto storico nelle cucine.

Con le reti di recinsione disattivate, i protagonisti dispersi nel parco e i dinosauri in libertà anche Rambo sarebbe fottuto.
Rambo sì, ma non l'inespressivo Alan Grant che prende sotto di sè i due bambini e li riconduce al quartier generale dove lì leveranno le tende, aiutati dal tirannosauro, e si salveranno leteralmente la pelle con buona pace del povero John Hammond che pensava di fare miliardi con quel parco.
La sua idea non sarebbe stata sbagliata e gli avrebbe fruttato sicuramente molti soldi, ma spesso è meglio non rimettere le mani su quello che madre natura e la selezione naturale hanno già fatto.

Poi John, tranquillizzati. C'è sempre il sito due.
Altrimenti che sequel ci sarebbe?

giovedì 8 gennaio 2015

Recensioni semiserie - Mamma ho perso l'aereo

Un classico per genitori e bambini.
Un tempo trasmesso tassativamente sotto le feste di Natale, ultimamente è stato abbandonato in favore del Grinch e di altri film per bambini con storie melenze e scontate.
Qui era tutta un'altra cosa.

La famiglia Mc Callister (con villone assurdo, ottantacinque camere, sette bagni e magari lavora solo il  babbo) sta per preparare le valigie per passare le vacanze di Natale a Parigi. Siamo nel XX secolo e due famiglie (l'altra è quella del fratello del babbo) hanno la bellezza di dieci/undici figli facendo nascere le prime domande: un tappo no? Tipo la sera andare al cinema o a fare due passi in centro?

Tra questi figlioli ecco il più piccolo, Kevin, che viene sfottuto ripetutamente da fratelli, sorelle, cugini, zii e anche dai genitori, ogni volta che il piccolo si lamenta. Dato che il bimbo non è italiano e quindi non può smadonnare contro i genitori cercando di imporsi, finisce durante la cena per sporcare il fratello maggiore (Buzz, un nome una garanzia dato che ha la stessa testona del suo omonimo di Toy Story) e tutti i parenti.
Questi, dato che hanno i soldi per mantenere 5-6 figli a testa, per avere una casa di 21 stanze e per andare due settimane a Parigi nel periodo più caro dell'anno, non dovrebbero avere problemi a mandare in lavanderia due maglie e due pantaloni. Il problema è che siamo in America e appena un bambino starnutisce senza la mano davanti alla bocca viene mandato in punizione: pensate un po' al povero Kevin che ha sporcato tutti i parenti con la Coca Cola!!
Si  prende del "Piccolo delinquente" da uno zio cordiale come Jack Nicholson in "Shining" e viene costretto a dormire la notte con Fuller, il cugino nerd curreggione, in soffitta.
Se gli fosse partita una bestemmia penso lo avrebbero mutilato...

Sta di fatto che il bimbo non è proprio una gioia e maledice la su mamma che pensa di mandarlo in soffitta a riflettere perchè SE TE HAI UN BAMBINO DI NOVE ANNI E TE LO MANDI IN PUNIZIONE,QUESTO RIFLETTE....
Ok.
Nella notte Kevin spera con tutto il cuore di non rivedere più i genitori la mattina seguente e nella notte, mentre i giornali volano senza pietà e la luce va via alla radiosveglia del padre, una stella lo accontenta.

Il giorno dopo inizia il vero film: i genitori si svegliano tardi, preparano i bagagli in fretta e furia e si dimenticano a casa qualcosa.
Un paio di mutande? Un accendino? Di chiudere il gas?
EHI! Si dimenticano solamente il figlio più piccolo in soffitta.

Se ne accorgonomente sono in volo e al bambino non pare il vero: mangia schifezze da mattina a sera, salta sul letto ( il massimo per i bambini di nove anni eh...), ordina le pizze al formaggio e va a fare la spesa dove ruba anche uno spazzolino.
Che film di merda sarebbe se non entrassero in scena i due personaggi più stupidi dell'intero panorama cinematografico?

Ecco infatti Henry e Marv, due coglioni che non riusciranno a mettere le mani su KEVINNN (ditelo come la mamma quando se ne ricorda in aereo).

Da quando i ladri tentano di entrare in casa avvengono le cose più assurde e inverosimili che possono accadere durante un tentativo di furto in una casa.
Se quella casa però è americana notiamo che è dotata di tutto e sopratutto il bambino di nove anni sa come utilizzare tutto: brucia la testa di un ladro, fa cadere un ferro in testa all'altro, lancia barattoli pieni di vernice dalle scale, sparge l'entrata di casa di colla e boh... se dite qualsiasi cosa è probabile che lui l'abbia già fatta.
Questi due poveri disgraziati subiscono un numero incredibile di mali fisici alla quale si rialzano senza problemi e con la convinzione che "E' un bambino di nove anni, non può farla franca".
Tra case sull'albero, tarantole e maniglie della porta bollenti, il film finisce che a parare il culo a Kevin tocca all'anziano barbuto vicino di casa, considerato un omicida dal fratello di Kevin, Buzz, a testimonianza di come l'antagonista in questi film non ci capisca una sega.
La polizia arresta i due malfattori e i genitori tornano precisi precisi la mattina di Natale quando, con una casualità incredibile, nevica anche.

Perchè ho deciso di parlarvi di questo film? Perchè è un film calderone che contiene trecento luoghi comuni e altrettanti sogni. Tra questi quello di ogni bambino di trovarsi solo in una mega casa come quella dei Mc Callister e di saper rendere pan per focaccia al ladro di turno che ti viene a svaligiare la casa.
Credo che chiunque della mia età lo abbia visto almeno una volta nella vita e credo che altre persone non lo sopportino più, però, anche se son finite le feste, consiglio a tutti di rivederselo una volta all'anno, magari sotto le feste, magari anche in momenti difficili per sdrammatizzare un po'.
Perchè siamo stati tutti un po' Kevin...

mercoledì 7 gennaio 2015

Duemila quindi dici?

Cosa mi aspetto da questo 2015?

Sinceramente non ho grandi pretese, forse solo qualche esame da dare. Meglio tutti, magari. Magari anche latino...
Certo, sarebbe un bel risultato.

Oltre allo studio? Sinceramente nient'altro per ora: con la patente ho toccato lo zenit.

Nel piano sentimentale? Magari trovare quella giusta, quella con cui arrivare addirittura nel 2016, quella con cui arrivare ad avere un gran rapporto di confidenza, quella con cui vorrò sempre uscire e che non mi stancherà mai, quella che mi chiamerà Matteo, quella che mi darà spago, quella che mi capirà sul serio e magari mi farà anche ridere.

Altri articoli? Quelli sì, son sempre ben accetti. Ho solamente paura del blocco dello scrittore che mi affligge quando sono tormentato (e ultimamente lo sono spesso).
Pubblicare qualcosa giornaliero lo vedo come impossibile anche se prima o poi questa storia su Montecatini che bolle in pentola dovrà essere servita sul piatto della pubblicazione. Chissà se andrà aggiunto altro "sale", se andrà buttata via perchè "troppo salata" oppure se dovrà essere diluita.
Il rischio delle critiche e delle infamate è alto, specie perché il mio mondo di Facebook è quasi interamente termale.
Poco male, spero che chi mi apprezzava per le cazzate precedenti mi tenga sullo stesso piano con la solita considerazione.

Un lavoretto? Non sarebbe male, ma dove?
Ripartire a fare il tennis? A maggio sono due anni che sono fermo: chi vuole fare una partitina?

E poi? E poi è un anno dispari con diciottesimi di quelli del 1997, l'elezione del presidente della Repubblica e zero manifestazioni sportive serie in estate.

Già, l'estate...
A Bibbona che succederà? Cambierà tutto per non cambiare nulla? Oppure faremo una mezza rivoluzione?
Qualsiasi cosa accadrà, un pezzo di cuore chiamato "Marina di Bibbona" non me lo toglieranno mai.

martedì 6 gennaio 2015

2014 - Cosa è successo?

2014 ovvero

  • "Io c'ho l'albero più grosso del tuo (tranquilla, io ho altro di grosso)
  • "Amore come sono stato bene con te oggi a Viareggio!!"  ( te stasera stai a casa mentre ti trombo la cugina)
  • "Sulla neve a sciare" (bella quella giacca da sci color carne..ah no scusa..)
  • "Tanti auguri al mio babbo, l'uomo della mia vita" (il giorno prima era "Fanculo genitori di merda, perchè non mi fate andare al Lidò vestita da maiala?"
  • "Serata DEGENERO ieri" (partita vinta a Monopoli contro il nonno che russava)
  • "Ho altro oltre alle tette" (peccato rappresentino il 90% delle tue foto)
  • PIOVE! C'E' LA NEVE! SENTI CHE VENTO! (tutti Giuliacci insomma?)
  • "Per sempre Milan! Rossoneri Alè! Menomale che ci sei te: SHEVA!" 
  • Voi uomini siete tutti strani (tranne quei 10 che mi sono fatta ieri sera)
  • (prima) "LIDO' LIDO' LIDO' LIDO' "(poi) "Mai più mai più mai più in quel posto di merda tutti rimasti, piccini, gente del 2000" (è del 1999)
  • (prima) "Siamo il più grande spettacolo dopo il Big Bang" (dopo) "Fanculo stronzo, non hai mai capito i miei sentimenti!"
  • "Menomale danno il Grinch.Jim Carrey che parte fa?"  (Il CANE MAX, cogliona!)
  • "Unifi: a noi due!!"  ("Che facoltà fai?" "Boh"  "Che ci fai a casa oggi? Tre corsi su quattro non li seguo")
  • "Maremma che scossa di terremoto!!" (Era il su nonno che nella stanza accanto ha curreggiato)
  • (prima fa la foto al libro GUERRA E PACE e quando gli chiedi qualcosa di più nei commenti) "TOLSTOJ? Woody e Buzz Lightyear sono fantastici!"

sabato 3 gennaio 2015

Vi facciamo il culo anche ai rigori (Italia Inghilterra Europei 2012)

E' stato incredibilmente bello. Tre ore di passione, di sudore, di sofferenza e, infine, di gioia. uesta Italia Inghilterra a casa Mori è stata più di una semplice partita di un quarto di finale di un europeo: è stata come una finale.

Noi semplici ragazzi del 94 fino a ieri sera avevamo solo una concezione di rigore: quelli di Italia Francia del 2006, quelli di Grosso e Trezeguet, quelli del più forte Buffon di sempre che non para nè intuisce mezzo rigore, ma alla fine quelli della vittoria, quelli della festa in piazza e della coppa che torna in Italia dopo anni. Ci eravamo fermati lì. [ La Spagna nel 2008 non aveva tolto nulla alla nostra concezione perchè ci avevano buttati fuori dopo una partita spenta, in un quarto di finale e per giunta in un europeo ( che secondo la mentalità di moltissimi, è un niente al confronto del Mondiale). Poi, sinceramente, noi ragazzi del 94, nel 2008 avevamo l'esame di terza media e al calcio dedicammo poco; finiti gli esami, poi, finì l'avventura azzurra agli europei.]

O meglio, di lì eravamo partiti e lì ci fermammo.

Germania 2006 fu difatti un mese pieno di vittorie. Forse troppo pieno, ma che servì a  ripagarci le delusioni di anni prima, dall'Argentina dei Mondiali italiani al "biscottone" di Euro 2004 tra Danimarca e Svezia. Dopo le cose non erano andate benissimo con la già citata Spagna di Euro 2008 e il punto più basso di 110 anni di storia della Nazionale Italiana, due anni fa, con il 4° (quarto!!!) posto in Sudafrica in un girone composto da Paraguay, Nuova Zelanda ( O.o) e Slovacchia. Due punti e tutti a casa. STOP!

In sei anni la nazionale oltre a perdere gli uomini di Berlino aveva perso anche molti sostenitori.

Con questo europeo e con queste semi-notti magiche forse qualcuno si è riavvicinato alla nazionale ed ha iniziato a porgere l'orecchio in questo giugno al TG1 quando interveniva Marco Franzelli snoccciolando la formazione e raccontando anche la storia del numero dei peli del sedere di Prandelli.

Ieri sera è accaduto l'impensabile e ufficialmente il 24 giugno 2012 resterà negli annali della nostra nazionale.

E pensare che all'orario di partenza eravamo solamente in 4 su 8. Discreta media, ma non per la nazionale.

Ed è così che in 15 minuti al sig. Buralli primo arrivato, al sig. Borgioli in arte "Zelig" e alla signora Moschini Mini Car ( fa un casino neanche un trattore e continuano a chiamarla MINI..) si aggiungono la famiglia Lunghi, Bar Bone e da ultimo il vecchio sorridente Giachini.

Che la partita è da ricordare lo si vede subito all'inizio: nei primi 10 minuti che precedono l'arrivo del Giaco, De Rossi prende un palo al volo di esterno sinistro da 20 metri ( portiere SI BONAAA) e Johnson si mangia un gol.

Perdonatemi. Se devo per forza utilizzare il verbo MANGIARE posso dire che è stato San Gigi Buffon da Massa e Carrara che glielo ha fatto mangiare quel gol, levando di porta il pallone dell'inglese aprendo la manona alla Gianni Morandi prima e bloccandolo dopo. A pericolo scampato urla e fa capire chi ha le palle e chi no. Ah già... Johnson era a un metro da Gigi se vi può interessare...

Passa il tempo e ci sentiamo sempre più padroni del campo. Il sole tramonta e con lui si affievolisce anche il lume della prontezza e dell'esecuzione di Balotelli che lanciato da Pirlo solo davanti al portiere si fa raggiungere da Terry che sventa la minaccia.

SuperMario è ancora protagonista altre due volte quando su suggerimento di Cassano e di Montolivo sforbicia debolmente su Hart e conclude alto a mezzo metro dalla porta. Il Buralli inizia a innervosirsi e con lui anche tutti gli altri del gruppo, tranne il buon Borgioli che mi finisce il contenitore delle Chipsters senza respirare.

L'intervallo vola via velocemente per tutti tranne per il Lunghi e per il Buralli che riescono in tre minuti a farmi scomparire 2 freccette. MAGIA!

Ricomincia la partita ed è sempre la solita zolfa: si domina, ma non si fa gol. De Rossi butta fuori a due passi da Hart e lo stesso finocchione di portiere compie un miracolo di piede su una sassata da due passi di Balotelli prima che Montolivo concluda alto.  NON E' POSSIBILE!!! "E' stregata!!" inveisce il Lunghi, sostituendo il classico "Prof, scriva!" sicuramente per l'ambiente, "PUTTANA EVA SUDICIA (e simili)" commenta invece il Buralli, "Madonna Madonna" risponde il Bonelli, " In agosto vado a Capraia" afferma la Rachele, mentre l'atmosfera è così tesa che il buon Borgioli non osa pronunciare il classico "Bòòn per te". E non lo farà per tutta la serata...

Rooney scompare dal campo così come un'altra freccetta del Mori. Il gol di Nocerino arriva inaspettato: "GOOOOLLLLANNULLLATO TU MA MAIALA CANE INFAME", ma il fuorigioco c'era. Supplementari. I volti sono sicuramente più tesi rispetto a quelli di mezz'ora dopo, prima dei rigori.

La Manu si fossilizza nel tirare le freccette anche con il padrone di casa davanti al bersaglio e il Giachini si aggira sospettoso con le mani in tasca ( stile profeta?) gufando che "Ora si perde via, è scritto. Ti mangi tanti gol e poi ti mancano alla fine. O si fa gol ora o si perde ai rigori"

Insomma, l'ottimismo abita qui e ci paga anche l'IMU eh...

30 minuti di supplementari volano via tra un crossaccio di Gerrard ("Bravo bravo" Bonelli)  e un primo piano del modello di Abercrombie Lescott senza fronte.

La temperatura va via via calando e nemmeno un abbraccione forte forte della Rache ci evita i rigori.

"I rigori RARAMENTE ci hanno favorito" tuona da Kiev Beppe Dossena ( "Imbecille testa di cazzo  stai zitto??!" Lunghi) con una Giachinata. Il Mori va a pisciare e il Buralli cammina nervosamente. IL sudore raggiunge il limite delle interrogazioni della Gaggio quando Alessandro Antinelli dice quattro dei cinque rigoristi.

"Rigorista in questo caso è chi se lo sente" narra "MOSE'" Lunghi prima che 8 ragazzi nel piazzale e milioni di italiani nel mondo si tocchino gli zebedei alla vista di Balotelli primo rigorista. Anche la Miria è preoccupata e sbraita qualcosa di incomprensibile dalla finestra ( golosi?!?!) quando Gianluca afferma che "OH TIRA IL MERDA, BEAHIUOOOO". La Manu si avvicina con la panchina e ci tiene anche lei. DOBBIAMO FARCELA!!!

Mario prende la rincorsa e tira... GOOOL! Hart intuisce ma niente da fare. Urlo assurdo! "Stiamo calmi!", sbraita il Mori. Gerrard segna e siamo pari. Montolivo.

Il Bone, sdraiato, non guarda e Riccardo tira fuori. Malumori generali e il Giaco continua "VIA, SI PERDE!" mentre qualcuno si alza stizzita. "STATE A SEDERE, MAREMMA CANE!" urla incazzato nero ancora l'organizzatore Mori. I bimbi si riaccomodano. Rooney segna. Sospiri di resa.

Va Pirlo. Tranquillissimo. Io mi dimentico il rigore a Berlino e vedo Pirlo solo con l'errore di Istanbul. Non faccio in tempo a levarmi quel pensiero di testa che Andrea va e scucchiaia beffardamente Hart. In quel momento si squarciano le nuvole e sul portiere inglese si abbatte un vocione ,proveniente da chissà quale soggetto, che esclama "HARTE, LA GENTE DA DI BARTA!".

Per il Borgioli il cucchiaio equivale alla vittoria, per il gioco del calcio no e quindi si continua.

Young. Forever Young? No, per sempre no, è troppo. Lui si commuove e mentre pensa a tutto questo una zanzara lo punge.

Stizzito il ragazzo di colore guarda il volo del'insetto che si posa sulla traversa. Si illuminano gli occhi dell'Inglese.

BRUTTA STRONZA. Tiraccio fortissimo e il pallone si stampa sulla traversa uccidendo la povera zanzara. Young sorride mentre i suoi compagni lo infamano; io mi alzo e inveisco contro il televisore. Come con Trezeguet nel 2006, il montante superiore ci da una mano e ci tiene aggrappati ancora a questi europei. Dopo questo simpatico rigorista è il turno di Nocerino " OOOO NOCERINOOO PICCHIA DURO, FACCI UN GOL!" urla il Giachini. Antonio non si scoraggia e con il mancino mette a sedere Hart. PUPPA!

L'urlo del Noce contro la curva è niente in confronto a quello del Borgio, uno tranquillo tranquillo, tranne quando gioca la nazionale e c'è da cambiare gestore.

"BAH COLE". E' questa l'esclamazione del Buralli quando appare il neretto con i capelli alla cazzo davanti a Buffon. In brevissimi istanti il Bone azzarda un " I mancini la incrociano"  e il portiere più forte del Via Nova ( alias Giacomo Lunghi) chiama al telefono il portiere più forte del mondo ( alias Gianluigi Buffon) per informarlo di questa notizia. Gigi capta al volo il segnale e si getta sulla sua sinistra. Cole tira una caccolaccia e il nostro portiere la blocca. LA LUCE! Vediamo la luce!! Nemmeno Benedetto Ratzinger XVI l'avrebbe vista, ma noi italiani siì! SE DIAMANTI SEGNA VINCIAMO, SE DIAMANTI SEGNA VINCIAMO!

Giangigi carica la folla - neanche si fosse a un torneo sulla spiaggia -  e Aladino Diamanti si precipita frettolosamente sul dischetto. Sa che segnerà (Hart non para un rigore dal 1975) e vuole chiuderla alla svelta.

Non ricordo sinceramente nè cosa ho detto nè cosa ho fatto, nè se tutti erano in silenzio o se qualcuno urlava. Alino spiazzò Hart ( no ma non sei male a parare i rigori eh..) e la palla si infilò gongolante in rete. Non chiedetemi cosa ho fatto di preciso perchè non lo ricordo. So solo che avevo già le mani ai braccioli della sedia per alzarmi e  in un battibaleno scatto in piedi. La Rache alle mie spalle non si muove ( mi pare) e io abbraccio il primo che mi capita (Borgio?) ma non mi fermo lì e danzo, ballo, salto, urlo, faccio il giro del piazzale una ventina di volte e Giacomo alza le mani incredulo, scosso solamente dal mio urlo "ALLA FACCIA TUAAA!! SI DOVEVA PERDERE EHHHH?!?!"  e da l festante chiesinese che strombazza con il suo motorino mostrando il suo solito sorriso a 94 denti già sfoggiato durante la consegna dell'ultimo compito di matematica. La Manu salta festosa senza un motivo, ricordando i Teletubbies all'inizio di ogni puntata, e la coppia Bone Bubu si abbracciano senza pietà quasi a strapparsi i vestiti di dosso.Il piccolo Giachini invece, possessore di armi chimiche al limite della legalità, sgancia nella via davanti casa mia due o tre fumogeni odoranti di un incenso da funerale che mi infesterà la soffitta e il salotto. La Grazia interviene in collegamento da Bibbona dove gli inglesi del campeggio accanto vengono ripertutamente sfottuti dal burlone di  Dario. NOTTI MAGICHE!

Accanto ad Alessandro Antinelli a bordocampo spunta l'Arbanti e lo stadio Olimpico si infiamma. Dopo il settimo o l'ottavo bicchiere di Coca Cola il Bone ricorda che " OH DOMANI C'è DA ALZARSI PRESTO PER ANDARE A LAVORARE"  e il Giachini ricorda anche lui che " BONELLI, MA CI VAI IN CULOOO!!! ITALIA, ITALIA, ITALIA!" Con Luca Mori che gira su Italia Uno dove trova "Grease" la serata si spenge e con l'arrivo di Claudio Manetti Mazzola si fa un tuffo nel passato fino a gli Europei del 68. Il Borgio è l'ultimo ad andarsene. La luce dei lampioni si spenge e l'orologio indica 23 e 45. Una serata a casa Mori si è trasformata da un'Apocalisse a un'estasi. Pur se l'avventura azzurra continua, queste immagini, questi 8 ragazzi a Montecatini e quelli di Kiev, resteranno nella storia.

Derby Dolori Deliri (novembre 2014)

Derby: un'unica parola e tanti risvolti.

La stracittadina di Milano ha sempre colpito e mi ha fatto tanto angosciare.
Da una sofferenza udita via radio si è arrivati a quella tramite Tv, più d'impatto, ma meno emotiva.

Tutto iniziò con il derby, si può dire.
Difatti era febbraio di dieci anni fa quando il Milan rimontò i due gol dell'Inter, andando a vincere per 3-2, e fece un altro passo decisivo verso lo scudetto.
Fu la prima partita che "sentii" emotivamente e il risultato, che io e mio padre ricevemmo via televideo a casa di un suo amico, fu inaspettato, dato lo 0-2 del primo tempo.
Chissà se fu quella la folgorazione, se fu proprio il nero del televideo condito da quelle lettere bianche a farmi capire che la mia vita si sarebbe ben presto tinta di rossonero.
Fu scudetto, poco festeggiato dal sottoscritto, e la stagione seguente ero lì, ancora al televideo, a seguire il derby, dato che non possedevo ancora nessuna pay tv.

Fu uno scialbo 0-0 che pareva ripetersi anche al ritorno quando, a meno di un quarto d'ora dalla fine, una mina di Gattuso dal limite trovò la deviazione di Kakà che ci consentì sia di vincere il derby che di procurare la prima sconfitta stagionale ai cugini.
Altre due pere, chiamate Stam e Shevchenko, furono mal digerite dai nerazzurri in Champions la solita stagione, quando erano martedì/mercoledì da leoni e la voce di Piccinini emanava già stronzate su Canale 5.

Serata incredibile fu quella, con due gol di testa di prepotenza e ogni attacco interista sventato, mentre sul divano di casa mia gongolavo tra mio nonno e mio padre.
Due settimane dopo fu lo scempio fatta partita con i petardi su Dida e il 3-0 a tavolino.
Un non derby, diciamo.

Ecco Istanbul, ecco una delle serate piu brutte della mia vita calcistica, così come il derby successivo sotto le feste, perso per 3-2 all'ultimo minuto.
L'annuncio del risultato mi arrivò dal babbo mentre ero a letto che tentavo invano di prendere sonno. Capii subito la gravità della cosa e iniziò così una lunga vendetta che ebbe luogo il Venerdì Santo.
Quel giorno la croce fu portata da Kaladze che invece di farsi a piedi tutto il Golgota, la lanciò in porta a metà ripresa segnando l'1-0 che perdurerà fino alla fine.
Il derby era nostro e io, in versione mini, pativo al circolo del Milan a Margine Coperta di fronte a ogni attacco di Adriano o Figo.

Calciopoli, il Mondiale vinto e Juve in B portarono la seconda squadra di Milano a fregiarsi sia del 14° scudetto che a partire avvantaggiata la stagione 2006/07.
Partirono anche parecchio avvantaggiati nel derby quando un Milan distrutto perdeva 3-0 in meno di un'ora e riuscimmo a fine partita a riequilibrare le cose in un 3-4 che non ci tolse però l'amaro in bocca. Amaro che potei gustare dal vivo in un maxischermo al ristorante per il 45esimo compleanno di mamma.
Amaro che si ripresentò anche al ritorno quando Cruz e Ibrahimovic rimontarono il nostro gol di Ronaldo, mentre ero in giro per Pistoia disinteressandomi volontariamente della stracittadina.
Con due derby vinti si vince (molto spesso) lo scudetto, ma la Champions no. Quella toccò a noi a Atene, sul Partenone, come gli dei della mitologia classica.

Altra stagione, altra sconfitta. Dopo aver vinto il Mondiale per Club, un Milan pluridecorato va in vantaggio con una punizione di Pirlo, ma si fa raggiungere e superare prima dal solito Cruz e poi da Cambiasso, quest'ultimo con la collaborazione del nostro portiere.
Primo dispiacere a casa Mori in sala da pranzo quando già il digitale era entrato nella mia abitazione.
Di rientro dal mare per il ponte del 1° maggio, arrivai in tempo per il secondo tempo del derby di ritorno. Lì uno straripante Inzaghi e un Kakà Pallone d'Oro permisero al sottoscritto di vincere il 1° derby di campionato visto a casa alla propria tv.

Cambi importanti per il 2008/09 quando i compleanni regnano su tutto e sul derby. Meglio non soffrire e passare una serata tra amici invece di patire davanti al piccolo schermo.
Al primo messaggio del mio amico rossonero fedelissimo Federico "1-0 Ronaldinho!!!", rispose a fine partita il babbo (interista) della festeggiata che annunciò mestamente la nostra vittoria.
Vittoria che non impedì all'Interdi prendere il largo e di trovarsi davanti di parecchi punti al derby di ritorno.
Derby che la mano di Adriano e la bomba al volo di Stankovic consegnarono all'Inter di fronte a un Matteo Mori che applaudiva, davanti al televisore di un mio amico interista, per la bella prestazione dell'Inter.
Scena che mai più rivedrete...

Spero di non rivedere, o meglio rivivere, i due derby dell'anno successivo quando lo 0-4 dell'andata (visto al bar in villeggiatura a fine agosto) e lo 0-2 del ritorno ( a casa mia, attonito, quasi piangente) portarono l'Inter a primeggiare in campo italiano ed europeo.
Tre derby persi di fila sono tanta roba.
Fortuna volle che l'anno seguente il Milan tornò a giocare a calcio. Un rigore di Ibrahimovic (stavolta nella squadra giusta) in una partita tiratissima, ci riconsegna la stracittadina mentre me ne stavo cautamente disinteressato a cena fuori con degli amici per scaramanzia.
Cinque mesi dopo era derby da scudetto, il più atteso degli ultimi anni.

L'Inter di Leonardo ci stava per rimontare in classifica dopo essere stata sotto anche di otto punti.
La paura era tanta quel sabato 2 aprile quando i miei genitori invitarono a cena una famiglia di nostri amici con il padre milanista fino al midollo.
Logico lo schermo puntato in sala da pranzo e la cena come seconda scelta. Nemmeno il tempo dei convenevoli e Pato ci porta in vantaggio, caricando su di noi l'onere e l'onore del vantaggio. Una cena-sofferenza: Abbiati salva su Thiago Motta e Pazzini, Van Bommel centra la traversa.
Metà secondo tempo: è il momento buono. Abate riceve palla in posizione decentrata da Flamini e la colloca precisa precisa sulla testa di Pato a centro area. Taaaaac e 2-0!

Ricordo che impazzii e se qualcuno mi chiede ancora dove vincemmo il campionato, dico sempre che lo vincemmo tra il secondo piatto e il gelato.
Il rigore di Cassano del 3-0 fu una liberazione per noi milanisti che venivamo da due settimane di passione. Un mese dopo fu scudetto. Annunciato, ma bellissimo.

Fu bruttissima invece la stagione seguente quando la Juve ci scippò (non è un termine casuale) lo scudetto che riuscimmo a perdere come i due derby (0-1 e 2-4) dove Milito fece da mattatore con 4 gol totali. Alla bordata del 2-4 di Maicon si è chiusa l'epoca del Milan forte ed è iniziata quella attuale, quella del "Io speriamo che me la cavo" o del "Facciamoci il meno male possibile".

4 derby, uno più brutto dell'altro. Si parte con una sconfitta ingiusta per mano di Samuel e dell'arbitro Valeri che tra un gol buono e un rigore non dati, ci fecero perdere il terzo derby di fila.
Al ritorno El Shaarawy ci illuse per un tempo, fino a che Schelotto ci ributtò nell'impossibilità di vincere il derby. Un pareggio era nove anni che non accadeva.

Così come erano molti e molti piu anni che non si vedeva un Milan Inter brutto come quello di andata della stagione scorsa quando un tacco di Palacio, verso gli sgoccioli finali, ci fece sprofondare nelle statistiche: 2 anni e mezzo senza una vittoria nel derby.

Vittoria che è finalmente tornata a maggio grazie a De Jong che incorna da due passi e che fa tirare un grande sospiro di sollievo ai tifosi milanisti pacati mentre fa perdere la voce a quelli come me che, dalla foga, entrarono nel televisore per l'esultanza.

Derby, 90 minuti per raggiungere il paradiso o l'inferno.