"sei la nazionale / del 2006" suonano in questi giorni i Thegiornalisti , forse il gruppo italiano più in voga del momento.
Tutti cantano questi versi, dai cinquantenni che mettono sul 266 del
digitale terrestre per vedere e sentire RadioZetaItaliana ai dodicenni
che la fanno rimpallare nelle loro storie su instagram o sui loro
telefoni mentre sono a giro.
In questi due versi però c'è da
domandarsi cosa abbia significato per Tommaso Paradiso paragonare una
donna alla nazionale del 2006. Come si possono accostare le
caratteristiche di una donna a quelle di una squadra che riuscì a
vincere il Mondiale?
Sicuramente quella donna è sensazionale
come fu quel mese di giugno/luglio in cui in meno di 30 giorni avemmo
tutto e subito: il primo mondiale goduto intensamente, l'Italia che
viaggia, tutto che ci va bene e taaac la coppa.
Non c'era ancora
Facebook per indignarsi nè Instagram per le storie, neanche le orecchie a
cagnolino su Snapchat e il termine fashion blogger sembrava più una
malattia che una professione. La politica vacillava meno di adesso anche
se il governo Prodi insediatosi quell'anno avrà vita breve
Nel
mondo del calcio al posto di personaggi discutibili come Higuain,
Donnarumma, Icardi o Balotelli c'erano esponenti del calibro di Del
Piero, Maldini, Zanetti e la mancanza del Fantacalcio (o comunque la sua
diffusione non ancora capillare) permetteva sempre di tifare per la
propria squadra del cuore.
Certo, Calciopoli ci aveva allontanato
dal seguire la serie A e per capire l'importanza che veniva dato a
questo scandalo basti pensare che il nome di Luciano Moggi superava
quello di Aida Yespica ed Elisabetta Canalis anche in programmi di alta
cultura come Lucignolo.
Sta di fatto che quella ragazza di
Tommaso Paradiso oltre ad essere sensazionale è senza dubbio anche
inaspettata perchè quella nazionale di Lippi era tutto fuorchè favorita:
Brasile, Argentina, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania erano
sicuramente più accreditate di noi e l'interesse verso quella
competizione salì gara dopo gara.
Non deve essere necessariamente
bella perchè quelle gare del mondiale non furono belle per la maggior
parte, bensì in lei dovrà essere in grado di colpire quando meno ci si
aspetta, come Grosso con la rete alla Germania o con il rigore in finale
con la Francia.
Probabilmente è anche incredula come lo stesso
Grosso quando più che urlare alla Tardelli urla a tutto il mondo che non
ci crede nemmeno lui, figurarsi noi.
Un pizzico di follia questa
ragazza deve puro averlo per assomigliare alla pazza gomitata di De
Rossi contro gli Usa o a quella di Inzaghi che preferisce
circumnavigarsi il portiere invece che passarla a Barone.
La
fortuna in lei non dovrà mancare come quella sfacciata di Lippi nel
ricevere il rigore decisivo al minuto 95' contro l'Australia o in quella
di trovare al posto dell'immortale Nesta un Materazzi che ti segna due
gol fondamentali, diventando uno degli uomini più decisivi di tutto il
torneo.
Deve dare anche sicurezza come quel 3-0 tondo tondo come
l'Ucraina e mostrare spensieratezza come le canzoni di quell'estate,
un'estate che dal punto di vista musicale mostrò di tutto. Ligabue
rintronava nelle radio e in tv con Happy Hour grazie alla Chiatti e
Muccino che salivano sul camion nella pubblicità della Vodafone mentre
quelli che al giorno d'oggi tengono Coez alla radio facendo i
trasgressivi, quell'anno nel lettore cd portatile tenevano i cd di Avril
Lavigne con "Wake up" oppure gli Zero Assoluto e il loro
TUTURUTURUTUTTTU di "Svegliarsi la mattina".
I più raffinati
potevano godersi una delle migliori Nannini con "Sei nell'anima" oppure
l'inedita accoppiata Bennato-Britti che faceva vedere a tutto il mondo
come si sapeva suonare la chitarra in "Notte di mezza estate".
In quell'estate però se ti volevi far sentire veramente figo di fronte
alle bimbette in campeggio o sulla spiaggia dovevi intonare di
prepotenza (il termine "d'ignoranza" non esisteva ancora) PO PO PO PO
POOOOO unendo alla bocca spalancata anche alcuni gesti inconsulti delle
braccia e delle mani prima o dopo aver conquistato le straniere al suono
celestiale di "Siamo una squadra fortissimi" in cui dimostravi ( e
qualcuno dimostra ancora tutt'oggi) la piena conoscenza della grammatica
italiana.
Nonostante tutto comunque questa ragazza che i
Thegiornalisti ci stanno imparando a far conoscere è e sarà senza dubbio
inimitabile ed irripetibile.
Irripetibile come Pirlo che riesce a
non colpire nessuno in mezzo all'area contro il Ghana ed infilare il gol
oppure come Zaccardo che se ci provasse 1000 volte non se la butterebbe
mai più in porta in quel modo.
Irripetibile come la disperazione
di Simone Barone che si attende il passaggio da Inzaghi o irripetibile
come le nostre bestemmie quando ci fischiano un inesistente rigore per
il tuffo di Malouda e Zidane ce lo realizza sul viso col cucchiaio.
Inimitabile come il sinistro di Grosso che in vita sua non gli capiterà
mai più di segnare una rete così assurda, ma neanche a un fantasista
come Del Piero che un colpo dall'alto al basso su assist di tacco di
Gilardino non l'avrebbe giocato neanche al Fantacalcio.
Poi alla
fine probabilmente questa ragazza dovrà anche cedere come Zidane di
fronte al petto di Materazzi, come Trezeguet di fronte alla traversa e
come Barthez di fronte all'ultimo rigore di Fabio Grosso e a quella
coppa che 24 anni dopo ci si meritava ampiamente. Quindi quando costei
ci concederà alla fine quel bellissimo e pesante bacio ci sentiremo in
dovere di alzare gli occhi al cielo per vedere se, dodici anni dopo,
sarà comunque azzurro come quello di Berlino in quella calda estate.
"lo sai che ho vinto il Mondiale
da quando ci sei
sei la nazionale
del 2006"
Mai parole furono più pesanti...
(ma quando dicono "la Corea del Nord non potrà fermare tutto questo" si
riferiscono all'arbitro Moreno nel 2002 o a Pak Doo-Ik nel 1966?)
sabato 31 marzo 2018
lunedì 4 dicembre 2017
Dicembre universitario
DICEMBRE UNIVERSITARIO
L'ultimo mese dell'anno vissuto all'università è un susseguirsi di impegni, scadenze ed ansie a non finire.
-In primis c'è da pensare all'abbonamento del treno
<Scusa ma quanti corsi abbiamo ancora da seguire?>
<Due>
<Mancano quindi 6 lezioni per corso distribuite in due settimane no? Quindi due abbonamenti settimanali e risparmio!>
<Eh mai il prof ha perso alcune ore e vuole recuperare verso il diciann..>
<ME LO LECCA!>
<Ok, fammi due settimanali anche per me>
-L'impegno numero 2, ma forse più importante del primo, è l'albero
<Oh allora mamma l'albero quando si fa?>
<Porta giù la roba dalla soffitta verso il 3, si monta il 5, e si fa da tradizione l'8 o il 9. Ah è domenica il 9? Allora si fa il 10!>
<Scusa e quando tu vorresti disfarlo?>
<Per Befana, no!>
<NEMMENO PER UN MESE CI SI TIENE? Ah no, allora lo fo il 30 novembre>
(Che poi con il diffondersi dell'abete finto non sembra neanche più Natale senza l'odore dell'albero, ma subito arriva la fenomena ambientalista con: <Non si disboscano le foreste!1!1! Eppppoi fanno certi alberi finti talmente beeelli che sembrano ver..> <NO! NON SONO UGUALI, COGLIONA! La prossima volta ti compro un finto iphone, ma talmente fatto bene che sembra vero. Poi chiamamici con quello eh, spendi anche meno di promozione...>
-Il problema dei regali non va minimizzato
<Se mi regalano la solita sciarpa grigio topo triste come la De Filippi la fischio sotto l'albero e non chiamo neanche per ringraziare del regalo>
<Oddio che bellini questi 23 paia di calzini col colore che varia dal nero, al nero scuro, al nero chiaro>
<Nooo ma il panettone è proprio quello che fa per me dato che sono 30 anni che sai che mangio solo il pandoro>
<Vai brava nonna, fammi i soldi che mi ci compro quello che mi pare. No oh, dammeli a me senno MI MADRE li fa sparire e li ritrovo sottoforma di mutande rosse e pigiami>
<Quella bottiglia di spumante col panettone era scadente, però gliel'ho regalata perchè quella scatola FA FIGURA>
<Maremma che caaaate di gioini che c'hanno messo quest'anno sul giornalino dei regali dell'Ipercoop, un c'è neanche più Acchiappa la Talpa, l'allegro Chirurgo o quelle bomboniere di cristallo che non l'avrei regalate neanche per fare uno spregio>
<Che vorrebbe dire che mi hai comprato il calendario dell'avvento senza cioccolatini dentro? Guarda che Gesù s'offende per questo sgarbo e quest'anno non nasce, eh!>
<Oddio, se mi regalano gli shampi (proprio scritto così) e il bagnoschiuma io lo intenderei come un "Lavati". Ihihihihi> <FARESTI BENE, SUDICIA!>
<Senza biglietto il regalo è brutto>
<Ecco il regalo; col biglietto vengono 3€ in più>
<Ma anche AUGURI scritto A LAPIS sul sacchetto mi va più che bene>
<Oh, i regali non si apronon fino a Natale eh>
<E se c'è roba da mangià? Ciao nini, te aspetta eh...>
-Interessanti sono anche le prospettive di capodanno
<Quest'anno si piglia la casa eh>
<Si, a Monopoli>
<L'anno scorso fu bello passarlo in piazza tutta la notte eh!>
<Sì sì tanto scatarravo io fino a Befana>
<Guarda che a ballare non si va a spendere tanto. 70€ ce le metti anche in una cena...>
<Sì con 3 escort, il maggiordomo e caviale>
- Ma prima ci sono i parziali o gli appelli di dicembre
<Oh,la prof tanto farà la bona a Natale, passano tutti.>
<Sì sì, lo dicesti al su appello anche lo scorso Natale, poi per Pasqua e prima dell'estate. Peccato un abbia fatto l'appello a Ferragosto...>
<Oh bimbi, c'ho un caiccio per la tensione, ho già ricacato tutto il panforte>
<Se ti boccia, sgotti il torrone all'appello di gennaio?>
<Volevo recuperare la lezione il 24 dicembre>
<Guardi prof che al lezione sarete in tre: lei e il bidello>
<E il terzo chi sarebbe?>
<IL BUDELLO DI SU MA>
-Ma la cosa più importante rimane solo e soltanto IL PRESEPE
<Levamelo di terra sennò quando passo l'aspirapolvere le butto tutte giù le statuine>
<Ma Gesù bambino ce l'hai già messo? Ma nasce la notte tra il blablablabla..>
<AVEA FURIA>
<Il laghetto con la carta stagnola è realistico?>
<Sì sì, se lo ambienti a Cernobyl>
<Ma i re magi come si chiamano? Perchè li metti già arrivano il 6? Cosa portano? Chi li guid..>
<Ah, se avessero trovato un rompicazzo come te sulla via per Betlemme, tempo due minuti e giravano il culo verso Sharm el Sheikh>
E alla fine ricordatevi solamente di chiedere al vostro parroco di fiducia
<Oh ma quest'anno per la messa di mezzanotte serve la prevendita? Ah no, si può entrare anche con la lista San Giuseppe? Grazie mille>
L'ultimo mese dell'anno vissuto all'università è un susseguirsi di impegni, scadenze ed ansie a non finire.
-In primis c'è da pensare all'abbonamento del treno
<Scusa ma quanti corsi abbiamo ancora da seguire?>
<Due>
<Mancano quindi 6 lezioni per corso distribuite in due settimane no? Quindi due abbonamenti settimanali e risparmio!>
<Eh mai il prof ha perso alcune ore e vuole recuperare verso il diciann..>
<ME LO LECCA!>
<Ok, fammi due settimanali anche per me>
-L'impegno numero 2, ma forse più importante del primo, è l'albero
<Oh allora mamma l'albero quando si fa?>
<Porta giù la roba dalla soffitta verso il 3, si monta il 5, e si fa da tradizione l'8 o il 9. Ah è domenica il 9? Allora si fa il 10!>
<Scusa e quando tu vorresti disfarlo?>
<Per Befana, no!>
<NEMMENO PER UN MESE CI SI TIENE? Ah no, allora lo fo il 30 novembre>
(Che poi con il diffondersi dell'abete finto non sembra neanche più Natale senza l'odore dell'albero, ma subito arriva la fenomena ambientalista con: <Non si disboscano le foreste!1!1! Eppppoi fanno certi alberi finti talmente beeelli che sembrano ver..> <NO! NON SONO UGUALI, COGLIONA! La prossima volta ti compro un finto iphone, ma talmente fatto bene che sembra vero. Poi chiamamici con quello eh, spendi anche meno di promozione...>
-Il problema dei regali non va minimizzato
<Se mi regalano la solita sciarpa grigio topo triste come la De Filippi la fischio sotto l'albero e non chiamo neanche per ringraziare del regalo>
<Oddio che bellini questi 23 paia di calzini col colore che varia dal nero, al nero scuro, al nero chiaro>
<Nooo ma il panettone è proprio quello che fa per me dato che sono 30 anni che sai che mangio solo il pandoro>
<Vai brava nonna, fammi i soldi che mi ci compro quello che mi pare. No oh, dammeli a me senno MI MADRE li fa sparire e li ritrovo sottoforma di mutande rosse e pigiami>
<Quella bottiglia di spumante col panettone era scadente, però gliel'ho regalata perchè quella scatola FA FIGURA>
<Maremma che caaaate di gioini che c'hanno messo quest'anno sul giornalino dei regali dell'Ipercoop, un c'è neanche più Acchiappa la Talpa, l'allegro Chirurgo o quelle bomboniere di cristallo che non l'avrei regalate neanche per fare uno spregio>
<Che vorrebbe dire che mi hai comprato il calendario dell'avvento senza cioccolatini dentro? Guarda che Gesù s'offende per questo sgarbo e quest'anno non nasce, eh!>
<Oddio, se mi regalano gli shampi (proprio scritto così) e il bagnoschiuma io lo intenderei come un "Lavati". Ihihihihi> <FARESTI BENE, SUDICIA!>
<Senza biglietto il regalo è brutto>
<Ecco il regalo; col biglietto vengono 3€ in più>
<Ma anche AUGURI scritto A LAPIS sul sacchetto mi va più che bene>
<Oh, i regali non si apronon fino a Natale eh>
<E se c'è roba da mangià? Ciao nini, te aspetta eh...>
-Interessanti sono anche le prospettive di capodanno
<Quest'anno si piglia la casa eh>
<Si, a Monopoli>
<L'anno scorso fu bello passarlo in piazza tutta la notte eh!>
<Sì sì tanto scatarravo io fino a Befana>
<Guarda che a ballare non si va a spendere tanto. 70€ ce le metti anche in una cena...>
<Sì con 3 escort, il maggiordomo e caviale>
- Ma prima ci sono i parziali o gli appelli di dicembre
<Oh,la prof tanto farà la bona a Natale, passano tutti.>
<Sì sì, lo dicesti al su appello anche lo scorso Natale, poi per Pasqua e prima dell'estate. Peccato un abbia fatto l'appello a Ferragosto...>
<Oh bimbi, c'ho un caiccio per la tensione, ho già ricacato tutto il panforte>
<Se ti boccia, sgotti il torrone all'appello di gennaio?>
<Volevo recuperare la lezione il 24 dicembre>
<Guardi prof che al lezione sarete in tre: lei e il bidello>
<E il terzo chi sarebbe?>
<IL BUDELLO DI SU MA>
-Ma la cosa più importante rimane solo e soltanto IL PRESEPE
<Levamelo di terra sennò quando passo l'aspirapolvere le butto tutte giù le statuine>
<Ma Gesù bambino ce l'hai già messo? Ma nasce la notte tra il blablablabla..>
<AVEA FURIA>
<Il laghetto con la carta stagnola è realistico?>
<Sì sì, se lo ambienti a Cernobyl>
<Ma i re magi come si chiamano? Perchè li metti già arrivano il 6? Cosa portano? Chi li guid..>
<Ah, se avessero trovato un rompicazzo come te sulla via per Betlemme, tempo due minuti e giravano il culo verso Sharm el Sheikh>
E alla fine ricordatevi solamente di chiedere al vostro parroco di fiducia
<Oh ma quest'anno per la messa di mezzanotte serve la prevendita? Ah no, si può entrare anche con la lista San Giuseppe? Grazie mille>
sabato 7 ottobre 2017
Notte prima degli esami oggi
LA VERA STORIA DI "NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI"
ovvero
Ma Antonellone cosa voleva veramente dire dietro a quelle parole?
-Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
(E' la sera che precede la prima prova e logicamente nessuno è a studiare. Questi cinque addirittura preferiscono andare a giro con un pianoforte sulla spalla: in quattro portano una chitarra e a solo uno, povero disgraziato, gli tocca il pianoforte)
-Come pini di Roma, la vita non li spezza
(se la sentono parecchio eh...
Comunque girando su internet ho trovato che un pianoforte può pesare dai 250/300 kg di un codino a ben 450/500 se è a coda quindi deduco che il trasportatore o è Hulk Hogan oppure Venditti ha scritto una stronzata)
-questa notte è ancora nostra
(possiamo segare con facilità tanto babbo ha i soldi e passo ugualmente alle private il prossimo anno)
-Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
(provate a immaginarlo, senza malizia eh...)
-Le bombe delle sei non fanno male
(diglielo a quelli in Medioriente)
-è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore
(la mamma lo chiama al telefono facendogli una parte di merda e questo si rende conto che è l'ora di cena)
-Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza
(troppi libri, poca figa: la situazione è brutta)
-Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto
(la tua famiglia mi disturba un po' perchè tu padre ha un naso enorme e scrive poesie incomprensibili mentre il tu fratello quella volta che ci trovò a scopare in camera sua diventò un po' "Furioso")
-stasera al solito posto
(studiare zero, ci si vede al bar)
-la luna sembra strana
( i drink e i bombardoni del pomeriggio iniziano a fare effetto e la chimica non è solamente quella in terza prova)
-sarà che non ti vedo da una settimana
(il protagonista ha la maturità, ha subito un cazziatone storico dalla madre e son sette giorni che non vede topa: non male)
-Maturità, t'avessi preso prima
(è anche segato minimo una volta, ma, da quello che si è capito fin dall'inizio della canzone, non ci stupiamo)
-le mie mani sul tuo seno
(Aaaa menomale, dopo una settimana si rimette in pari)
-è fitto il tuo mistero
(problemi con la depilazione)
-Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani
(l'hai data anche al bidello)
-non fermare ti prego le mie mani
("Dai madonna, domani gli ho esami fammi godere un poino ora")
-sulle tue cosce tese, chiuse come le chiese
quando ti vuoi confessare
(ok, anche stasera nulla)
-Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via
(Stato di ebbrezza + stupro + arresto= la maturità si fa il prossimo anno a Sollicciano )
-Notte di mamma e di papà col biberon in mano
(il tu fratello piccino piange mentre te stai ripetendo )
-notte di nonne alla finestra
(inoltre anche la tu nonna tiene la finestra aperta e, sorda com'è, urla con la signora del piano di sotto: ottimo ambiente per studiare)
-ma questa notte è ancora nostra
(mezzo programma non lo sai, ma te ne sbatti il cazzo)
-Notte di giovani attori
(tipo gente come Vaporidis che dopo questo film è tornato a zappare)
-di pizze fredde e di calzoni
(cena ghiaccia e pesante: prevista congestione e probabili fughe in bagno durante il tema)
-notte di sogni, di coppe e di campioni.
(fanculo l'esame, c'è la finale di Champions.
P.s. se sei della Juve studia, è un consiglio... )
-Notte di lacrime e preghiere
(non ti confessi dalla cresima, ma stasera pregheresti anche Pupo)
-la matematica non sarà mai il mio mestiere
("che lavoro fai?" "la matematica" )
-E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca
(pur di non studiare si guarderebbe anche IL SEGRETO con nonna )
-ma questa notte è ancora nostra
(anche l'altro mezzo programma ti rendi conto che PENSAVI di saperlo)
-Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore
("Non urlare sennò tu madre ci scopre")
-Si accendono le luci qui sul palco
(Vai, sgamati!)
-ma quanti amici intorno
(oltre alla mamma ci son anche le sue amiche)
-che viene voglia di cantare
(fischietti come se niente fosse, ma la tua ragazza piegata in quella posizione non ci sta per studiare...)
-Forse cambiati, certo un po' diversi
(le amiche di tua mamma avevano visto la tu ragazza con il biberon in bocca l'ultima volta. Ora sono cambiati un po' i tempi...)
-ma con la voglia ancora di cambiare,
(spieghi ai tuoi che in terza prova c'è anatomia ed educazione fisica e state solamente ripassando il programma. Loro ci credono...)
-se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore.
(Lei vuole studiare, ma te gli fai vedere che hai stampato 12 bigliettini per materia così lei ti ringrazia nel modo che più aspettavi)
Le opere di Claudio Magris al tema escono una volta ogni cento anni, le bestemmie in ogni prova. (M.Mori, maturando del 2013)
L'universitario esperto
L'universitario esperto inizia i corsi sapendo già le sedi, i professori, i libri da non comprare (in biblioteca c'è tutto, altrimenti ci sarà qualche disgraziato sul gruppo Fb dell'Unifi?), gli impegni da far incastrare nell'orario, i treni da prendere prima e dopo e le bestemmie da tirare esattamente nei momenti prefissati.
Conosce per filo e per segno la solita zolfa che il professore ti racconta ad inizio corso dicendo che "E' un corso base ragazzi, state tranquilli!", ma poi ti inculerà cavallerescamente all'esame chiedendoti anche i luoghi dove preferiva masturbarsi l'autore del libro che, tra l'altro, te non hai ancora ben capito se è uomo o donna.
L'universitario consolidato sa già cosa prendere di appunti e come prenderli: se non segue è perchè dorme o perchè sa già tutto alias c'è tutto sul libro, non lo chiede all'esame oppure il professore sta leggendo spudoratamente le slide cambiando qualche congiunzione o saltando qualche rigo tanto per non dare nell'occhio.
Di contro all'universitario esperto si presentano le matricole oppure quei secchioni di pessima generazione che scrivono anche le virgole, annuiscono come i canini finti con la testa che ciondola e per captare qualsiasi respiro del professore usano il registratore: te di registratore hai quello a casa per le videocassette di "Space Jam" o "In viaggio con Pippo" e sei contento lo stesso.
La lotta tra universitari esperti (e molto spesso sfavati) e matricole/secchioncelli non accade quasi mai in maniera evidente, bensì è celata nelle risposte, nei piccoli atteggiamenti e negli sguardi che condizionano il 90% del comportamento dell'universitario esperto.
Professore: "Vi spiace se allungo la lezione di 10 minuti o un quarto d'ora?"
Matricola secchiona o secchiona non matricola: "Si si professore, non si preoccupi, meglio finire la lezione"
Studente esperto: "Non si preoccupi" OVVERO "Cazzo me lo chiedi a fare che tanto fai come ti pare? Io comunque 5 alle undici vado via: se hai finito bene, sennò cisi".
Prof: "Avete preso e iniziato a leggere le dispense in copisteria?
Matr: "Sì sì, ho anche una domanda da farle in riferimento a..."
Esp: "No sinceramente studio (anche il giusto) per l'esame da 45 cfu del primo semestre quindi te per ora bada di rompere poo che se ti va bene ti do a giugno del prossimo anno."
Prof: "Segnatevi il link per approfondire, è interessantissimo"
Matr: "Ok prof, me lo può ridire che me lo salvo negli appunti del telefono?"
Esp: "Che è sta roba? Lo chiede? Ah no? Ehi allora nulla. E' anche in inglese il link? Sì, ciucciamelo!"
Prof: "Giovedì c'è un seminario relativo a ciò che abbiamo trattato in classe l'ultima lezione."
Matri: "Ah sì? A che ora? Dove? Come? Perchè? Di che parlano? Chi c'è?"
Esper: " C'è il buffet?"
Prof: "Come vi ricordate dal corso che avete seguito il primo anno..."
Matri: "Ah sì sì giusto, ora ricordo!"
Espert: "E' già grassa se mi ricordo il mi numero di telefono."
Prof: "Vi voglio puntuali ad inizio lezione, odio chi arriva a lezione già iniziata!"
Matric: "Ok, prenderò il treno/autobus prima."
Espe: "Il treno c'è a quell'ora se ti va bene perchè se mi devo alzare un'ora prima per te HAI VISTO UN BEL FILM!"
Prof: "Prendo le firme a tutte le lezioni, ma occhio a non falsificarle perchè le ricontrollo attentamente!"
Matric: "Non si preoccupi: è giusto ed è legale così!"
Esp: "Secondo te ho 12 penne di 12 colori diverse nell'astuccio perchè lavoro alla Carioca?"
Prof: "Ho messo una lezione di recupero il venerdì dalle 17 alle 19"
Matric: "Ah ok, vabbè per una sera dico a mamma che farò tardi"
Esp: "CORCAZZO! Io mi do malato! Di domenica mattina hai messo nulla, FENOMENO?"
Prof: "Non prendo le firme, ma dovete venire a lezione perchè mi ricordo attentamente i volti"
Matric: "Ok, non mancherò"
Esp: "Se mi vedi una volta è già grassa"
Prof: "Volete fare una pausa? IO direi di no perchè IO non sono stanco..."
Matric: "No no tiriamo dritto fino in fondo"
Esp: "FERMA IL CIUO! Se un mangio qualcosa o non piscio prima di subito schianto!"
Prof: "Venite pure davanti: le prime file sono vuote!"
Matric: "Via vengo io così seguo meglio"
Esp: "Se son libere ci sarà un motivo, idiota!"
Prof: "Chi mi fa il riassunto dell'ultima lezione?"
Matric: "IOO IOOOO"
Esp: "OOO cazzo fa questo? Chiede roba: ma sentilo! Dove pensa di essere, a L'Eredità?"
Prof: "Non prendo studenti all'appello straordinario almeno che non siano studenti lavoratori con 12 figli a carico e residenti in Botswana"
Matric: "Giusto così, è rispettoso del regolamento universitario!"
Esperto: "Scusi ma che ha la mamma maiala lo sapeva?"
Prof: "La mia assenza di ieri è stata segnalata sul sito dell'università con un abbondante anticipo di 4 minuti"
Matric: "Si si, avevo visto e lo sapevo di già!"
Esperto: "Sì anch'io l'ho saputo, ma solamente quando son arrivato a lezione ed ho trovato la porta chiusa, TROIA!"
Prof: "Fate silenzio la in fondo"
Matric: "Si si mi scusi, smetto all'istante."
Esperto: "UN ROMPE: la bionda dell'Erasmus non si baccaglia da sola"
Prof: "Vi metto il corso dalle 13 alle 15: vi va bene, no?"
Matric: "Fa benissimo, siamo liberissimi in quelle due ore!"
Esperto: "Ma a quell'ora a casa vostra non si mangia? Campate d'aria? "
Prof: "Compilate ATTENTAMENTE il questionario prima di prenotarvi per l'esame!"
Matric: "Certamente, è uno strumento utile per valutare il blablablalba..."
Esperto. "Considera che lo faccio in un minuto per cercare di essere tra i primi a mezzanotte: è già tanto se non ci sputo o ci lascio un sagrato nei consigli"
Prof: "Se avete qualche dubbio andate in segreteria: lì sanno tutto!"
Matric: "Senza dubbio: la signora era preparata e mi ha aiutato celermente"
Esperto: "Ho dovuto spiegargli io come fare mezza roba e quando le ho chiesto qualcosa mi ha detto che è tutto online, sta figlia dena########!"
Conosce per filo e per segno la solita zolfa che il professore ti racconta ad inizio corso dicendo che "E' un corso base ragazzi, state tranquilli!", ma poi ti inculerà cavallerescamente all'esame chiedendoti anche i luoghi dove preferiva masturbarsi l'autore del libro che, tra l'altro, te non hai ancora ben capito se è uomo o donna.
L'universitario consolidato sa già cosa prendere di appunti e come prenderli: se non segue è perchè dorme o perchè sa già tutto alias c'è tutto sul libro, non lo chiede all'esame oppure il professore sta leggendo spudoratamente le slide cambiando qualche congiunzione o saltando qualche rigo tanto per non dare nell'occhio.
Di contro all'universitario esperto si presentano le matricole oppure quei secchioni di pessima generazione che scrivono anche le virgole, annuiscono come i canini finti con la testa che ciondola e per captare qualsiasi respiro del professore usano il registratore: te di registratore hai quello a casa per le videocassette di "Space Jam" o "In viaggio con Pippo" e sei contento lo stesso.
La lotta tra universitari esperti (e molto spesso sfavati) e matricole/secchioncelli non accade quasi mai in maniera evidente, bensì è celata nelle risposte, nei piccoli atteggiamenti e negli sguardi che condizionano il 90% del comportamento dell'universitario esperto.
Professore: "Vi spiace se allungo la lezione di 10 minuti o un quarto d'ora?"
Matricola secchiona o secchiona non matricola: "Si si professore, non si preoccupi, meglio finire la lezione"
Studente esperto: "Non si preoccupi" OVVERO "Cazzo me lo chiedi a fare che tanto fai come ti pare? Io comunque 5 alle undici vado via: se hai finito bene, sennò cisi".
Prof: "Avete preso e iniziato a leggere le dispense in copisteria?
Matr: "Sì sì, ho anche una domanda da farle in riferimento a..."
Esp: "No sinceramente studio (anche il giusto) per l'esame da 45 cfu del primo semestre quindi te per ora bada di rompere poo che se ti va bene ti do a giugno del prossimo anno."
Prof: "Segnatevi il link per approfondire, è interessantissimo"
Matr: "Ok prof, me lo può ridire che me lo salvo negli appunti del telefono?"
Esp: "Che è sta roba? Lo chiede? Ah no? Ehi allora nulla. E' anche in inglese il link? Sì, ciucciamelo!"
Prof: "Giovedì c'è un seminario relativo a ciò che abbiamo trattato in classe l'ultima lezione."
Matri: "Ah sì? A che ora? Dove? Come? Perchè? Di che parlano? Chi c'è?"
Esper: " C'è il buffet?"
Prof: "Come vi ricordate dal corso che avete seguito il primo anno..."
Matri: "Ah sì sì giusto, ora ricordo!"
Espert: "E' già grassa se mi ricordo il mi numero di telefono."
Prof: "Vi voglio puntuali ad inizio lezione, odio chi arriva a lezione già iniziata!"
Matric: "Ok, prenderò il treno/autobus prima."
Espe: "Il treno c'è a quell'ora se ti va bene perchè se mi devo alzare un'ora prima per te HAI VISTO UN BEL FILM!"
Prof: "Prendo le firme a tutte le lezioni, ma occhio a non falsificarle perchè le ricontrollo attentamente!"
Matric: "Non si preoccupi: è giusto ed è legale così!"
Esp: "Secondo te ho 12 penne di 12 colori diverse nell'astuccio perchè lavoro alla Carioca?"
Prof: "Ho messo una lezione di recupero il venerdì dalle 17 alle 19"
Matric: "Ah ok, vabbè per una sera dico a mamma che farò tardi"
Esp: "CORCAZZO! Io mi do malato! Di domenica mattina hai messo nulla, FENOMENO?"
Prof: "Non prendo le firme, ma dovete venire a lezione perchè mi ricordo attentamente i volti"
Matric: "Ok, non mancherò"
Esp: "Se mi vedi una volta è già grassa"
Prof: "Volete fare una pausa? IO direi di no perchè IO non sono stanco..."
Matric: "No no tiriamo dritto fino in fondo"
Esp: "FERMA IL CIUO! Se un mangio qualcosa o non piscio prima di subito schianto!"
Prof: "Venite pure davanti: le prime file sono vuote!"
Matric: "Via vengo io così seguo meglio"
Esp: "Se son libere ci sarà un motivo, idiota!"
Prof: "Chi mi fa il riassunto dell'ultima lezione?"
Matric: "IOO IOOOO"
Esp: "OOO cazzo fa questo? Chiede roba: ma sentilo! Dove pensa di essere, a L'Eredità?"
Prof: "Non prendo studenti all'appello straordinario almeno che non siano studenti lavoratori con 12 figli a carico e residenti in Botswana"
Matric: "Giusto così, è rispettoso del regolamento universitario!"
Esperto: "Scusi ma che ha la mamma maiala lo sapeva?"
Prof: "La mia assenza di ieri è stata segnalata sul sito dell'università con un abbondante anticipo di 4 minuti"
Matric: "Si si, avevo visto e lo sapevo di già!"
Esperto: "Sì anch'io l'ho saputo, ma solamente quando son arrivato a lezione ed ho trovato la porta chiusa, TROIA!"
Prof: "Fate silenzio la in fondo"
Matric: "Si si mi scusi, smetto all'istante."
Esperto: "UN ROMPE: la bionda dell'Erasmus non si baccaglia da sola"
Prof: "Vi metto il corso dalle 13 alle 15: vi va bene, no?"
Matric: "Fa benissimo, siamo liberissimi in quelle due ore!"
Esperto: "Ma a quell'ora a casa vostra non si mangia? Campate d'aria? "
Prof: "Compilate ATTENTAMENTE il questionario prima di prenotarvi per l'esame!"
Matric: "Certamente, è uno strumento utile per valutare il blablablalba..."
Esperto. "Considera che lo faccio in un minuto per cercare di essere tra i primi a mezzanotte: è già tanto se non ci sputo o ci lascio un sagrato nei consigli"
Prof: "Se avete qualche dubbio andate in segreteria: lì sanno tutto!"
Matric: "Senza dubbio: la signora era preparata e mi ha aiutato celermente"
Esperto: "Ho dovuto spiegargli io come fare mezza roba e quando le ho chiesto qualcosa mi ha detto che è tutto online, sta figlia dena########!"
giovedì 18 febbraio 2016
Dieci anni di Berlino - parte tre
(continua dalla seconda parte)
I giorni successivi alla sfida contro il Ghana erano una celebrazione continua alla squadra di Lippi, al mister stesso e alla grandissima nazionale.
Sembrava tutto già scritto: ora si distruggono questi americani e si fa all'ultimo turno il biscottone con la Repubblica Ceca che demolisce i ghanesi al prossimo turno.
Purtroppo le cose vanno secondo i piani solamente quando devono andare male e infatti cinque giorni dopo aver battuto i ghanesi, poco prima dell'ora di cena, ci giungevano notizie incredibili: gli africani avevano raddoppiato contro i cechi.
La gara terminò due a zero e un'oretta dopo avevamo il non proibitivo compito di battere questi statunitensi che tra le loro file presentevano gente dal cognome improbabile come Cherundolo, Pope, Bocanegra (il cugino di Boccasana dello spruzzino) e Mastroeni.
Che il calcio non si facesse con i cognomi lo avevo già scoperto tre anni prima quando acquistammo Kakà, ma l'avvio di quella gara sembrava ben sperare: il PO PO PO PO PO venuto fuori in quei giorni si sommò al buon Pirlo che alzava la mano e batteva la punizione precisamente sulla testa del Gila che la gira in porta, calma i tifosi e va alla bandierina per suonare il violino.
Vi aspettavate un inizio migliore di questo?
Nessun italiano in quel caldo sabato sera di metà giugno se lo sarebbe aspettato, ma mettere la gara subito in ghiaccio avrebbe permesso di considerare la gara già chiusa ed uscire prima della fine.
Niente di più sbagliato si può fare quando gioca la Nazionale: lo pensarono tanti mariti di risposta alle proprie mogli che speravano, dopo sei giorni di lavoro, di uscire almeno il sabato sera, ma soprattutto lo pensò un terzino ventitrenne, militante nel Palermo e al suo primo mondiale.
Nella prima gara contro il Ghana non aveva sfigurato e cosa c'era di male nel riproporlo contro i meno pericolosi americani?
Cinque minuti dopo il gol di Gilardino fu fischiata una punizione dalla sinistra di Buffon: dal mucchio piazzatosi in area non sappiamo per quale motivo la Rai inquadrò Zaccardo che tentava di non lasciarsi scappare McBride.
In un solo fotogramma la televisione di stato avrebbe ripreso la parte rimanente della gara.
La palla lanciata a centro area è facile preda del nostro terzino palermitano che tenta di rinviare; ci aspettiamo che il pallone voli via, lontano dai pericoli, ma non si sa mai per quale scherzo del destino la vediamo in porta nostra con un Buffon impietrito e gli americani festanti. Probabilmente è intervenuto quel McBride, ma il replay è impietoso: nel tentativo di rinviare con il sinistro Zaccardo ha sbucciato clamorosamente il pallone che, rimbalzato sul polpaccio destro, si è infilato in porta e proprio nell'angolo più remoto alla destra di Buffon.
Da quel momento Zaccardo (detto con disprezzo) diventò uno dei soprannomi più balordi che si potevano affibbiare all'amico scarso che se la buttava nella propria porta.
Sconsolati, noi pischellini continuavamo a chiederci perchè uno dal cognome così degradante e dal viso così disperato come Zaccardo giocasse in Nazionale quando vediamo uno scontro a centrocampo e probabilmente l'arbitro ferma il gioco per soccorrere questo deficiente americano (sì, dopo il pareggio li odiamo) che starà sicuramente simulando.
"Falla finita, arzatiiii!" ci scappa di urlare mentre l'arbitro sta puntando un cartellino a De Rossi che...è rosso!
VOSSO PEV DEVOSSI urla su Sky quel Caressa che iniziamo a conoscere e che ci sembra tanto bravo: è infatti la prima occasione che gli tocca commentare la Nazionale e non sfigura affatto.
Ci chiediamo cos'è, perchè, dove, quando e cosa sia successo, ma un altro impietoso replay ci mostra che Capitan Futuro (anche dieci anni dopo lo è sempre) nel saltare in alto ha decisamente tirato una pesante gomitata a McBride. Sì, ancora lui. Le immagini dell'americano che zampilla sangue faranno il giro di tutti i giornali nei giorni seguenti e con una facilità impressionante De Rossi passò da delinquente.
Gli ci vorranno tre settimane per riabilitarsi, un tempo tutto sommato accettabile.
Non siamo capaci di assimilare il pareggio, l'autorete e l'espulsione in così poco tempo perchè siamo dei marmocchi dodicenni, ma possiamo capire che togliere Totti per mettere Gattuso non è sicuramente un'immagine di una squadra che vuole provare a tornare in vantaggio.
Abbiamo la scusante che siamo sotto di un uomo, ma la storia non ammette giustificazioni: un istante prima della fine del primo tempo un roccioso centrocampista come Mastroeni spiega al mondo intero perchè contenga MASTRO nel suo cognome e entra malissimo su Pirlo mettendo fine anzitempo alla sua gara.
Nell'intervallo crediamo che in parità numerica possiamo sicuramente segnare un'altra rete a questi carpentieri americani che, a inizio ripresa, vedono riceversi il secondo giallo per Pope e scalare di un altro uomo.
Un autotraversa degli Usa e l'ingresso di Del Piero spostano in avanti il baricentro azzurro, ma sono proprio i discendenti di Washington e Jefferson a portarsi in vantaggio: fortunatamente il solito McBride era in fuorigioco sulla traiettoria di un Buffon che aveva lisciato il pallone così il risultato resta in parità.
Resterà in parità fino al termine perchè Del Piero non riuscirà a vincere la sua personale sfida contro il trentasettenne portiere americano Kasey Keller che gli respingerà qualsiasi tiro da qualsiasi posizione.
Eravamo sì al primo posto del girone, ma cinque giorni dopo, con il caldo torrido delle 4 del pomeriggio, avremmo affrontato i terribili Cechi che annoverano tra le propria fila l'iradiddio bionda Pavel Nedved, il goleador dell'ultimo europeo Milan Baros e uno dei portieri più forti del mondo, tale Peter Cech.
Mai come in quei pomeriggi successivi le negative previsioni sulla gara contro la Repubblica Ceca furono sbagliate.
Ma questo è un altro Materazzi...
(alla prossima puntata)
I giorni successivi alla sfida contro il Ghana erano una celebrazione continua alla squadra di Lippi, al mister stesso e alla grandissima nazionale.
Sembrava tutto già scritto: ora si distruggono questi americani e si fa all'ultimo turno il biscottone con la Repubblica Ceca che demolisce i ghanesi al prossimo turno.
Purtroppo le cose vanno secondo i piani solamente quando devono andare male e infatti cinque giorni dopo aver battuto i ghanesi, poco prima dell'ora di cena, ci giungevano notizie incredibili: gli africani avevano raddoppiato contro i cechi.
La gara terminò due a zero e un'oretta dopo avevamo il non proibitivo compito di battere questi statunitensi che tra le loro file presentevano gente dal cognome improbabile come Cherundolo, Pope, Bocanegra (il cugino di Boccasana dello spruzzino) e Mastroeni.
Che il calcio non si facesse con i cognomi lo avevo già scoperto tre anni prima quando acquistammo Kakà, ma l'avvio di quella gara sembrava ben sperare: il PO PO PO PO PO venuto fuori in quei giorni si sommò al buon Pirlo che alzava la mano e batteva la punizione precisamente sulla testa del Gila che la gira in porta, calma i tifosi e va alla bandierina per suonare il violino.
Vi aspettavate un inizio migliore di questo?
Nessun italiano in quel caldo sabato sera di metà giugno se lo sarebbe aspettato, ma mettere la gara subito in ghiaccio avrebbe permesso di considerare la gara già chiusa ed uscire prima della fine.
Niente di più sbagliato si può fare quando gioca la Nazionale: lo pensarono tanti mariti di risposta alle proprie mogli che speravano, dopo sei giorni di lavoro, di uscire almeno il sabato sera, ma soprattutto lo pensò un terzino ventitrenne, militante nel Palermo e al suo primo mondiale.
Nella prima gara contro il Ghana non aveva sfigurato e cosa c'era di male nel riproporlo contro i meno pericolosi americani?
Cinque minuti dopo il gol di Gilardino fu fischiata una punizione dalla sinistra di Buffon: dal mucchio piazzatosi in area non sappiamo per quale motivo la Rai inquadrò Zaccardo che tentava di non lasciarsi scappare McBride.
In un solo fotogramma la televisione di stato avrebbe ripreso la parte rimanente della gara.
La palla lanciata a centro area è facile preda del nostro terzino palermitano che tenta di rinviare; ci aspettiamo che il pallone voli via, lontano dai pericoli, ma non si sa mai per quale scherzo del destino la vediamo in porta nostra con un Buffon impietrito e gli americani festanti. Probabilmente è intervenuto quel McBride, ma il replay è impietoso: nel tentativo di rinviare con il sinistro Zaccardo ha sbucciato clamorosamente il pallone che, rimbalzato sul polpaccio destro, si è infilato in porta e proprio nell'angolo più remoto alla destra di Buffon.
Da quel momento Zaccardo (detto con disprezzo) diventò uno dei soprannomi più balordi che si potevano affibbiare all'amico scarso che se la buttava nella propria porta.
Sconsolati, noi pischellini continuavamo a chiederci perchè uno dal cognome così degradante e dal viso così disperato come Zaccardo giocasse in Nazionale quando vediamo uno scontro a centrocampo e probabilmente l'arbitro ferma il gioco per soccorrere questo deficiente americano (sì, dopo il pareggio li odiamo) che starà sicuramente simulando.
"Falla finita, arzatiiii!" ci scappa di urlare mentre l'arbitro sta puntando un cartellino a De Rossi che...è rosso!
VOSSO PEV DEVOSSI urla su Sky quel Caressa che iniziamo a conoscere e che ci sembra tanto bravo: è infatti la prima occasione che gli tocca commentare la Nazionale e non sfigura affatto.
Ci chiediamo cos'è, perchè, dove, quando e cosa sia successo, ma un altro impietoso replay ci mostra che Capitan Futuro (anche dieci anni dopo lo è sempre) nel saltare in alto ha decisamente tirato una pesante gomitata a McBride. Sì, ancora lui. Le immagini dell'americano che zampilla sangue faranno il giro di tutti i giornali nei giorni seguenti e con una facilità impressionante De Rossi passò da delinquente.
Gli ci vorranno tre settimane per riabilitarsi, un tempo tutto sommato accettabile.
Non siamo capaci di assimilare il pareggio, l'autorete e l'espulsione in così poco tempo perchè siamo dei marmocchi dodicenni, ma possiamo capire che togliere Totti per mettere Gattuso non è sicuramente un'immagine di una squadra che vuole provare a tornare in vantaggio.
Abbiamo la scusante che siamo sotto di un uomo, ma la storia non ammette giustificazioni: un istante prima della fine del primo tempo un roccioso centrocampista come Mastroeni spiega al mondo intero perchè contenga MASTRO nel suo cognome e entra malissimo su Pirlo mettendo fine anzitempo alla sua gara.
Nell'intervallo crediamo che in parità numerica possiamo sicuramente segnare un'altra rete a questi carpentieri americani che, a inizio ripresa, vedono riceversi il secondo giallo per Pope e scalare di un altro uomo.
Un autotraversa degli Usa e l'ingresso di Del Piero spostano in avanti il baricentro azzurro, ma sono proprio i discendenti di Washington e Jefferson a portarsi in vantaggio: fortunatamente il solito McBride era in fuorigioco sulla traiettoria di un Buffon che aveva lisciato il pallone così il risultato resta in parità.
Resterà in parità fino al termine perchè Del Piero non riuscirà a vincere la sua personale sfida contro il trentasettenne portiere americano Kasey Keller che gli respingerà qualsiasi tiro da qualsiasi posizione.
Eravamo sì al primo posto del girone, ma cinque giorni dopo, con il caldo torrido delle 4 del pomeriggio, avremmo affrontato i terribili Cechi che annoverano tra le propria fila l'iradiddio bionda Pavel Nedved, il goleador dell'ultimo europeo Milan Baros e uno dei portieri più forti del mondo, tale Peter Cech.
Mai come in quei pomeriggi successivi le negative previsioni sulla gara contro la Repubblica Ceca furono sbagliate.
Ma questo è un altro Materazzi...
(alla prossima puntata)
martedì 26 gennaio 2016
Dieci anni di Berlino (parte due)
(continua dalla prima parte)
Saremo stati anche fortissimi, ma il girone di qualificazione non era dei più facili.
O meglio, sulla carta sarebbe stato facile, ma i giornalisti, già critici verso il mondo del calcio, iniziarono una lunga campagna mediatica nell'enfatizzare e sopravvalutare ogni avversario della nostra nazionale.
Insieme all'Italia nel gruppo E furono sorteggiate Ghana, Repubblica Ceca e Stati Uniti.
Se l'unico spauracchio vero e proprio poteva apparire la squadra di Nedved e compagni, neii giorni precedenti all'incontro inaugurale degli azzurri, datato 12 giugno contro il Ghana, iniziò un'incredibile operazione di pompaggio mediatico degli 11 ghanesi. Sarà che quattro anni prima furono 11 coreani picchiatori a eliminarci, ma i nostri avversari africani vennero descritti come velocissimi, resistenti nel contrasto fisico e, tanto per mettercene un'altra, anche dotati di una tecnica sopraffina.
Tra di loro militavano molte conoscenze del campionato italiano come Appiah, Mensah, Asamoah (se non avevi AH in fondo al cognome non potevi essere convocato?) e veri e propri leader come Muntari ed Essien che iniziavano a diventare il sogno di mercato di molti club. Oltre a loro il leader difensivo di quella squadra era il romanista Kuffour che chiunque si ricorderà a proposito della gara giocata contro l'Italia.
Ma andiamo con ordine.
Il 12 giugno era di lunedì, il giorno più nero della settimana se non si è parrucchieri. Quel giorno però per molti iniziò in maniera positiva: era il primo giorno delle vacanze estive.
Che culo iniziare le vacanze e avere subito la gara dell'Italia eh?
Prima del match della nazionale, in programma alle 21 in punto ad Hannover, nel pomeriggio si sfidavano gli altri due avversari del nostro girone. Il risultato ci dette subito un'impressione devastante della squadra di Nedved: Usa-Repubblica Ceca 0-3.
Abbagli di fine primavera.
Il tempo passò in fretta e le strade si svuotarono per creare verso le nove di sera un clima di assoluto silenzio a favore dei milioni di televisori accesi dove poteva rimbombare o la voce squillante di Fabio Caressa oppure quella moderata di Marco Civoli.
Così mentre il babbo alzava il televisore al massimo prendendosi i rimbrotti della mamma ("O un è mia un firme, si può guardà anche cor volume più basso la partita eh!") rivedevamo dopo un mese i protagonisti dello scandalo di Calciopoli. Guidati dall'ex juventino Marcello Lippi, coinvolto nella bufera anche lui data la presenza di suo figlio in una società di procuratori sportivi, gli 11 azzurri si presentavano nel tunnel che conduceva al campo più in ansia che mai.
Infatti solamente 4/11 di quella squadra aveva già partecipato a un campionato del mondo mentre i rimanenti raramente avevano già disputato delle gare europee con le loro squadre di club. Era una nazionale che abbracciava tanti club, anche quelli minori: basti pensare che addirittura il Palermo poteva contare su quattro rappresentanti.
Rispetto alle gare inaugurali dove ci si confronta tatticamente nelle prime fasi di gioco, Italia-Ghana parte subito forte e Gilardino prende il palo dopo aver fatto passare la sfera in mezzo alle gambe dell'abbastanza scoordinato portiere Kingson. Poco dopo la gara per l'Italia sembra stregata quando l'attaccante più in forma dell'ultima serie A, Toni della Fiorentina, colpisce una traversa con una potenza inaudita che fa destare tutti gli italiani assopiti davanti alla tv per il caldo.
I ghanesi non mollano la presa e approfittano delle falle difensive azzurre per stuzzicare il signor Seredova, quel Gigi Buffon che si era attirato la stima di tutti i maschi italiani dato che si bombava una delle attrici più belle in circolazione in quel momento.
La gara si sta per avviare verso la fine del primo tempo quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo Totti serve Pirlo al limite dell'area. I coraggiosi africani sono in 44 dentro la loro area creando una specie di muraglia umana che impedisce al loro portiere anche di intuire in che diavolo di posto si trovi il pallone.
Di tempo per tirare il buon Pirlo ne aveva così, dopo aver controllato una ventina di volte il pallone e la porta, scoccò un tiro preciso, ma così preciso che avrebbe preso Gilardino in testa.
Fortunatamente il bomber di Biella decise di abbassare la testa e lasciò il pallone infilarsi alle spalle del portiere che si tuffò quando ormai la frittata era fatta. ANDRREEEEEAAA PIRRRLLOO urla Caressa un secondo dopo Marco Civoli che beneficia di questo anticipo temporale che la Rai ha sul satellite.
"Siamo in vantaggio contro questi ghanesi scarsi con un tiraccio da fuori area": l'italiano medio non si accontenta nemmeno a fine primo tempo quando va fuori a prendere una boccata d'aria.
Se non ci si accontenta quando si domina come si può essere felici a inizio ripresa quando Buffon è costretto a distendersi per respingere un bolide da quaranta metri di Essien?
La gara iniziava a farsi cattiva e ogni qualvolta Totti entra in un contrasto si teme il peggio: erano infatti sempre vive nella nostra mente le immagini di cinque mesi prima quando il capitano della Roma subì quel durissimo infortunio, trasmesso per giorni e giorni su telegiornali e trasmissioni sportive, con l'immagine di quella gamba che si girava e l'immane urlo di dolore del romanista.
A febbraio si credeva ormai che Francescone non ce l'avrebbe mai fatta a riprendersi e invece ora era qua, a scartamento ridotto, ma titolare e pronto a giocarsi il suo secondo mondiale.
Non ci pensò due volte Lippi che, al primo dolorino, tolse il giallorosso per fare spazio a Camoranesi. Il cambio seguente vide uscire il goleador rossonero Gilardino in favore del friulano Iaquinta.
Perplessità aleggiavano nell'aria su questa scelta di Lippi che meno di venti minuti dopo fu ripagato.
La gara si stava incanalando con sofferenza verso l'1-0 per gli azzurri quando un lancio dalle nostre retrovie era facile preda del già citato Kuffour che avrebbe appoggiato comodamente al suo portiere.
Il centrale ghanese non premette sufficientemente il tasto X e l'accorrente Iaquinta si fiondò su quel pallone, saltò il balordo portiere e depositò in porta il pallone che ormai chiudeva la gara.
Lippi iniziò a prendere a calci le bottigliette d'acqua e con quella maglietta amaranto ci appariva nemmeno un lontano parente del gobbo che "convocava solo quelli della Juventus" odiato da almeno il 70% dei tifosi italiani.
Avevamo vinto la prima gara dei mondiali, il giorno dopo non c'era da andare a scuola e nella seconda gara avremmo affrontato gli americani che "Son boni solo per giocare a baseball o a basket".
Peccato non aver fatto i conti con Cristian.
(alla prossima puntata...)
Saremo stati anche fortissimi, ma il girone di qualificazione non era dei più facili.
O meglio, sulla carta sarebbe stato facile, ma i giornalisti, già critici verso il mondo del calcio, iniziarono una lunga campagna mediatica nell'enfatizzare e sopravvalutare ogni avversario della nostra nazionale.
Insieme all'Italia nel gruppo E furono sorteggiate Ghana, Repubblica Ceca e Stati Uniti.
Se l'unico spauracchio vero e proprio poteva apparire la squadra di Nedved e compagni, neii giorni precedenti all'incontro inaugurale degli azzurri, datato 12 giugno contro il Ghana, iniziò un'incredibile operazione di pompaggio mediatico degli 11 ghanesi. Sarà che quattro anni prima furono 11 coreani picchiatori a eliminarci, ma i nostri avversari africani vennero descritti come velocissimi, resistenti nel contrasto fisico e, tanto per mettercene un'altra, anche dotati di una tecnica sopraffina.
Tra di loro militavano molte conoscenze del campionato italiano come Appiah, Mensah, Asamoah (se non avevi AH in fondo al cognome non potevi essere convocato?) e veri e propri leader come Muntari ed Essien che iniziavano a diventare il sogno di mercato di molti club. Oltre a loro il leader difensivo di quella squadra era il romanista Kuffour che chiunque si ricorderà a proposito della gara giocata contro l'Italia.
Ma andiamo con ordine.
Il 12 giugno era di lunedì, il giorno più nero della settimana se non si è parrucchieri. Quel giorno però per molti iniziò in maniera positiva: era il primo giorno delle vacanze estive.
Che culo iniziare le vacanze e avere subito la gara dell'Italia eh?
Prima del match della nazionale, in programma alle 21 in punto ad Hannover, nel pomeriggio si sfidavano gli altri due avversari del nostro girone. Il risultato ci dette subito un'impressione devastante della squadra di Nedved: Usa-Repubblica Ceca 0-3.
Abbagli di fine primavera.
Il tempo passò in fretta e le strade si svuotarono per creare verso le nove di sera un clima di assoluto silenzio a favore dei milioni di televisori accesi dove poteva rimbombare o la voce squillante di Fabio Caressa oppure quella moderata di Marco Civoli.
Così mentre il babbo alzava il televisore al massimo prendendosi i rimbrotti della mamma ("O un è mia un firme, si può guardà anche cor volume più basso la partita eh!") rivedevamo dopo un mese i protagonisti dello scandalo di Calciopoli. Guidati dall'ex juventino Marcello Lippi, coinvolto nella bufera anche lui data la presenza di suo figlio in una società di procuratori sportivi, gli 11 azzurri si presentavano nel tunnel che conduceva al campo più in ansia che mai.
Infatti solamente 4/11 di quella squadra aveva già partecipato a un campionato del mondo mentre i rimanenti raramente avevano già disputato delle gare europee con le loro squadre di club. Era una nazionale che abbracciava tanti club, anche quelli minori: basti pensare che addirittura il Palermo poteva contare su quattro rappresentanti.
Rispetto alle gare inaugurali dove ci si confronta tatticamente nelle prime fasi di gioco, Italia-Ghana parte subito forte e Gilardino prende il palo dopo aver fatto passare la sfera in mezzo alle gambe dell'abbastanza scoordinato portiere Kingson. Poco dopo la gara per l'Italia sembra stregata quando l'attaccante più in forma dell'ultima serie A, Toni della Fiorentina, colpisce una traversa con una potenza inaudita che fa destare tutti gli italiani assopiti davanti alla tv per il caldo.
I ghanesi non mollano la presa e approfittano delle falle difensive azzurre per stuzzicare il signor Seredova, quel Gigi Buffon che si era attirato la stima di tutti i maschi italiani dato che si bombava una delle attrici più belle in circolazione in quel momento.
La gara si sta per avviare verso la fine del primo tempo quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo Totti serve Pirlo al limite dell'area. I coraggiosi africani sono in 44 dentro la loro area creando una specie di muraglia umana che impedisce al loro portiere anche di intuire in che diavolo di posto si trovi il pallone.
Di tempo per tirare il buon Pirlo ne aveva così, dopo aver controllato una ventina di volte il pallone e la porta, scoccò un tiro preciso, ma così preciso che avrebbe preso Gilardino in testa.
Fortunatamente il bomber di Biella decise di abbassare la testa e lasciò il pallone infilarsi alle spalle del portiere che si tuffò quando ormai la frittata era fatta. ANDRREEEEEAAA PIRRRLLOO urla Caressa un secondo dopo Marco Civoli che beneficia di questo anticipo temporale che la Rai ha sul satellite.
"Siamo in vantaggio contro questi ghanesi scarsi con un tiraccio da fuori area": l'italiano medio non si accontenta nemmeno a fine primo tempo quando va fuori a prendere una boccata d'aria.
Se non ci si accontenta quando si domina come si può essere felici a inizio ripresa quando Buffon è costretto a distendersi per respingere un bolide da quaranta metri di Essien?
La gara iniziava a farsi cattiva e ogni qualvolta Totti entra in un contrasto si teme il peggio: erano infatti sempre vive nella nostra mente le immagini di cinque mesi prima quando il capitano della Roma subì quel durissimo infortunio, trasmesso per giorni e giorni su telegiornali e trasmissioni sportive, con l'immagine di quella gamba che si girava e l'immane urlo di dolore del romanista.
A febbraio si credeva ormai che Francescone non ce l'avrebbe mai fatta a riprendersi e invece ora era qua, a scartamento ridotto, ma titolare e pronto a giocarsi il suo secondo mondiale.
Non ci pensò due volte Lippi che, al primo dolorino, tolse il giallorosso per fare spazio a Camoranesi. Il cambio seguente vide uscire il goleador rossonero Gilardino in favore del friulano Iaquinta.
Perplessità aleggiavano nell'aria su questa scelta di Lippi che meno di venti minuti dopo fu ripagato.
La gara si stava incanalando con sofferenza verso l'1-0 per gli azzurri quando un lancio dalle nostre retrovie era facile preda del già citato Kuffour che avrebbe appoggiato comodamente al suo portiere.
Il centrale ghanese non premette sufficientemente il tasto X e l'accorrente Iaquinta si fiondò su quel pallone, saltò il balordo portiere e depositò in porta il pallone che ormai chiudeva la gara.
Lippi iniziò a prendere a calci le bottigliette d'acqua e con quella maglietta amaranto ci appariva nemmeno un lontano parente del gobbo che "convocava solo quelli della Juventus" odiato da almeno il 70% dei tifosi italiani.
Avevamo vinto la prima gara dei mondiali, il giorno dopo non c'era da andare a scuola e nella seconda gara avremmo affrontato gli americani che "Son boni solo per giocare a baseball o a basket".
Peccato non aver fatto i conti con Cristian.
(alla prossima puntata...)
lunedì 25 gennaio 2016
Dieci anni di Berlino - parte uno
Sono passati ormai dieci anni da quell'estate fantastica, da quei 30 giorni che noi ragazzi degli anni '90 non dimenticheremo mai, da quel giugno-luglio, da quel susseguirsi di partite, di vittorie, di tensioni, di sudore, di emozioni, di esultanze.
Insomma, sono passati 10 anni dall'estate dei Mondiali.
Sì, avete letto bene, Mondiali con la "m" maiuscola perchè sono gli unici, gli indimenticabili, i veri mondiali. Sono i mondiali che chiunque sia nato negli anni '90 non dimenticherà mai e che si ricorderà di ogni piccolo particolare.
Il motivo è semplice e banale: li abbiamo vinti noi.
Una persona distante dallo sport o più precisamente dal gioco del calcio può ritenere questa vittoria insignificante, da poter rifare, una tra tante.
Nel gioco del calcio purtroppo (o menomale) non è così. Nel gioco del calcio un mondiale è per sempre, tanto più se vivi in Italia.
Nelle altre nazioni possiamo vedere i tifosi di ogni squadra esaltarsi per le avventure della propria squadra di club che ottiene successi saltuari, ma li ottiene.
In Italia purtroppo oltre ai tifosi delle tre sorelle principali (le famose maglie a strisce) le soddisfazioni per le altre squadre e per i rispettivi tifosi sono sempre meno: logico aspettarsi qualche soddisfazioni dalla nazionale che raggruppa anche qualche giocatore dei club minori, visto da molti come l'uomo semplice che ha raggiunto grandi risultati.
Patriottismo a parte, 10 anni fa l'Italia calcistica si apprestava a vivere un mondiale che doveva essere una vendetta dello smacco subito quattro anni prima in Corea.
Non ci fu però neanche il tempo di iniziare ed ecco subito un altro smacco.
Scoppia lo scandalo Calciopoli dove quattro società (Milan, Lazio, Juventus e Fiorentina) sono direttamente coinvolte nel tantativo di truccare le gare di serie A grazie a prove più o meno esplicite che da maggio in poi verranno allo scoperto.
Dopo ventisei anni ecco un altro scandalo sportivo di enormi dimensioni e proprio a ridosso di un Mondiale, unico momento in cui le fazioni divise in Serie A dovrebbero riunirsi.
Le risposte che giunsero dai vari tifosi furono quelle di non credere più (tanti momentamente, alcuni definitivamente) nel gioco più bello del mondo dopo che erano stati traditi per la seconda volta.
Si divise la schiera in chi totalmente abbandonò quello sport e chi decise di seguire solamente la nazionale, guardare il calcio internazionale, cercando aria nuova, facce nuove, voglia di cambiare aria e di distaccarsi da Moggi, Galliani, Giraudo, Bettega, Della Valle, Lotito, Berlusconi e i padroni del calcio in quel torrido inizio di estate.
Noi piccole canaglie nate a ridosso di Mani Pulite e con un'estate totalmente vuota davanti (fortunatamente i libri delle vacanze di medie ed elementari erano molto leggeri...) decidemmo di optare per la seconda strada, quella meno diplomatica, quella di affidarsi ai sogni azzurri: d'altronde non poteva esserci diplomazia in ragazzi dai 10 ai 16 anni.
Iniziammo così a sfogliare riviste sportive o di televisione dove venivano programmate le partite di questo campionato del mondo, per la prima volta non trasmesso esclusivamente dalla Rai; Sky infatti aveva mosso la sua imponente macchina organizzativa e si era assicurato tutte le gare rispetto alla prima televisione nazionale che poteva contare solo su una gara al giorno.
Alla radio impazzavano hit che al momento potevano apparire stupide ed estemporanee, ma che si ricordano a memoria anche dopo 10 anni.
Ligabue a settembre vincerà il Festivalbar con Happy Hour che intanto, in piena estate, strombazzava nelle pubblicità della Vodafone con Muccino e la Chiatti che viaggiavano sul retro di quel furgone, sicuri che gli sarebbe bastata la promozione "00 Summer" per arrivare a settembre.
Mediaworld credeva così poco negli azzurri che avrebbe rimborsato il televisore comprato prima dei mondiali se la nazionale avesse vinto la Coppa del Mondo.
Nessuno ci sperava e nemmeno un giornale come la Nazione ci inseriva tra le squadre favoritissime dato che poneva davanti a noi Brasile, Argentina, Germania, Inghilterra, Francia e Spagna.
Napolitano era appena stato eletto come undicesimo presidente della Repubblica e a guardarlo oggi sembra invecchiato di altri vent'anni; al potere si era appena insediato il secondo governo Prodi che abbracciava una schiera così variegata di idee politiche che riuscì a malapena a durare per un anno e mezzo prima di spegnersi ad inizio 2008.
I telefonini e le vallette di Stefano Ricucci indirizzavano l'Italia verso un mondo che degenererà in breve tempo mentre chi si voleva divertire il martedì sera si piazzava su Italia Uno e poteva godersi il Festivalbar, l'unica trasmissione musicale che abbracciava grandi e piccini.
I più attempati potevano trovare soddisfazioni nella travolgente "Notte di mezza estate" cantata dal duo Bennato-Britti, da un Ivano Fossati che ritornava ai fasti del passato con "Ho sognato una strada" oppure toccare lo zenith di quell'estate musicale con la Nannini che coglieva una doppietta con i singoli "Io" e soprattutto quel "Sei nell'anima" che già da gennaio permetteva alla cantante di Siena di toccare posizioni che non vedeva da parecchi anni.
I più giovani scoprivano gli Zero Assoluto che con "Sei parte di me" e "Svegliarsi la mattina" riempivano le pagine dei diari delle adolescenti insieme a quei Finley che ci assicuravano che "Diventerai una star" mangiando un Kinder Maxi.
Tanti giovani si abbuffarono quindi in quell'estate, sperando di diventare qualcuno, ma aumentarono solamente un po' di più il loro peso.
Jovanotti ci obbligava a "Falla girare", ma noi ragazzi del 1994 ancora non capivamo di cosa parlasse; Mondomarcio cantava "Dentro una scatola" e considerando la figura che ha fatto, sarebbe stato meglio se ci fosse rimasto; "Malo" di Bebe era usatissima in qualsiasi trasmissione impegnativa come "Studio Aperto" mentre le Scissor Sister ci facevano ballare assicurandoci che "I don't feel like dancing".
Un mostro sacro come Cremonini uscì con "Le tue parole fanno male" strappando critiche e applausi mentre chi otteneva i consensi dalle spiagge di tutto il mondo era quel genio di Bob Sinclair che con "World Hold On" iniziava a martellare i coglioni con motivetti ripetitivi che, se dio vole, erano comunque più accettabili di "A far l'amore comincia tu".
Quella gran gnocca di Rihanna chiamava un "Sos" e si gettavano in migliaia per aiutarla, mentre i più pigri rimanevano tra "Nuvole e lenzuola" grazie ai Negramaro che stavano ripetendo il successo di "Estate" dell'anno precedente.
Al cinema ecco il capostipite "Notte prima degli esami" che ripercorreva gli esami di maturità del 1989 del professor Martinelli e degli alunni Cristiana Capotondi e Nicolas Vaporidis che, questi ultimi due, per un'estate diventarono il sogno erotico di
milioni di ragazzi e ragazze adolescenti così come "L'estate del mio primo bacio" si faceva portatore di speranze per i giovani italiani.
"Il codice da Vinci" ci iniziava a far appassionare dei libri di Dan Brown mentre riscoprivamo i cartoni come "L'era glaciale 2" o "Madagascar".
Il caldo ci faceva però iniziare ad uscire dai luoghi chiusi come le sale cinematografiche e a buttarci all'aperto, alla ricerca del divertimento e anche del riposo.
Era il 10 giugno e le scuole chiudevano.
Io finivo la prima media, ma non mi sarei mai immaginato che estate mi avrebbe aspettato.
Intanto qualcuno ci stava assicurando che "Siamo una squadra fortissimi".
(alla prossima puntata..)
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