domenica 28 dicembre 2014

La sfortuna di vincere subito

Noi ragazzi degli anni 90 siamo stati fortunati: il primo mondiale vissuto seriamente lo abbiamo subito vinto.
Facile lamentarsi dopo.
Siamo stati abituati troppo bene purtroppo.
Dico purtroppo perchè dopo il 2006 non avremmo potuto fare meglio; se avessimo vinto un europeo alla fine non sarebbe interessato a molti e, sinceramente, un mondiale è un mondiale.

Sul tetto del mondo hai ai tuoi piedi Francia, Argentina, Germania, Spagna, Olanda e soprattutto il Brasile, il massimo del calcio.

Da quella sera di 8 anni fa abbiamo vissuto sugli allori, sul rigore di Grosso, sulle telecronache di Caressa e Bergomi ascoltate fino allo spasimo,sul "Cielo è azzurro sopra Berlino", su Cannavaro che alza la coppa e sulla testata di Zidane.

Tutti luoghi comuni che si ricorda chiunque abbia più di 14 anni.
Tutti ti potrebbero dire esattamente dov'erano quella sera, con chi erano e cosa hanno fatto dopo l'ultimo rigore.

BERLINO 2006 e POPOPOPOPO sono così diventati un marchio per tutti che se io dovessi mai aprire un bar, una pizzeria o un qualsiasi negozio lo chiamerei così.

Ai nostri genitori invece andò molto peggio: dovettero aspettare minimo di aver raggiunti i 20 anni per portarsi a casa la coppa del mondo. E nei 20 anni successivi?
Niente, altre delusioni cocenti come ITALIA 90 (quando il sogno era fatto in casa) e USA 94 (quando il sogno era a soli 11 metri) li hanno costretti ad abbassare ancora di più la testa, con il ricordo ancora più vivo di quel Mundial 1982.

Noi invece no: primo tentativo, centro massimo, piazze, urli, gioie, tuffi in piscina, foto, video strazianti, Cannavaro che alza la coppa, Caressa che "via il contropiede per Totti, dentro il pallone per Gilardino", Totti che segna il rigore più inventato della storia, Inzaghi che non la passa mai, noi che lo infiliamo in culo ai tedeschi prima e ai francesi poi in soli 5 giorni facendoli soffrire nel modo peggiore, 5 rigori su 5, Trezeguet che prende la traversa, Buffon che non ne para uno, Pirlo che "Come cazzo esulta?"...

E' per questo che ad ogni mondiale ci crediamo sempre di meno, sapendo che le cose belle non si possono ripetere mai distanza così ravvicinata.

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